Sui programmi è governissimo

Sette liste del fare per sette candidati. Molti i punti in comune ma non mancano le differenze

TERNI – A leggere i programmi degli aspiranti sindaci viene in mente che addirittura è possibile un governissimo. Sull’agenda del fare, centrodestra e  Pd si toccano in più di una occasione. Più  personalizzate le posizioni dei Cinque stelle in materia di rifiuti e ambiente. Cinque stelle  meno dirompenti sul resto: rispolverano  anzi “Città giardino quartiere degli artisti” (tema caro alle giunte Di Girolamo) e il “Cantamaggio europeo”, motivo messo al centro, almeno sulla carta, dalla prima giunta Latini. 

Scoppiettanti i programmi dei battitori liberi, Stefano Bandecchi ed Emanuele Fiorini in primo luogo. Molto identitari i punti programmatici di Potere al Popolo (candidata Silvia Tobia) così come di Bella Ciao, una delle tre liste a supporto a Claudio Fiorelli (M5S).

Intellettuali e sociologi gli Innovatori che vorrebbero costruire “La città grande”, quella da 180 mila, determinata dalle sinergie con i comuni limitrofi. 

Nei programmi comunque i problemi di Terni ci sono tutti. E questo è già emerso nel primo confronto a sette, quello organizzato dall’Istess al cenacolo San Marco. 

La Terni con poco lavoro, vecchia, sporca, isolata e un po’ oppressa da Perugia:  sono i temi dei focus. 

La  prima soluzione  è per tutti la “rappresentanza forte della città”. 

Tutti gli aspiranti candidati a sindaco si dicono pronti a sbattere i pugni sul tavolo. Quei pugni che sarebbero mancati da parte del sindaco uscente Latini e ancor prima da parte di una sinistra ternana molto presa dalle logiche regionali. 

Sulla autorevolezza e sugli interessi di Terni si esprime con nettezza il centrodestra, così come il  Pd.  Picchiano duro i Cinque stelle, che su trattamento dei rifiuti, ambiente e sanità, canoni idrici (i risarcimenti per la presenza delle centrali idroelettriche) puntano il dito su Comune e Regione. 

La sanità è uno dei filoni centrali. E non può essere altrimenti viste le lamentele generali su liste di attesa e sulle attese al pronto soccorso.

Sul nuovo ospedale il Pd chiede soldi alla Regione, così come i Pentastellati e  gli Innovatori. 

Il centrodestra sembra invece puntare sulla procedura in corso del project financing ma vuole che si acceleri.  Il centrodestra punta anche sul ruolo dell’ospedale di Narni, una sorta di filtro per non gravare Terni di prestazione a bassa specializzazione. 

Bandecchi, invece, sostiene di essere l’unico ad aver posto il tema della necessità di una struttura privata convenzionata. Lui è convinto di farla con le sue risorse. Gli altri, soprattutto Potere al Popolo, Bella Ciao, ma anche Cinque stelle sono invece convinti che a pagare è sempre il pubblico tramite la convenzione. 

Sulla declinazione di Terni scontri lessicali. Bella Ciao parla di “Città inospitale”, il centrodestra si augura la “Città inclusiva”,  il Pd quella “europea”, Potere al Popolo la “Città di pace per la pace”. 

Spulciando ancora i programmi balzano agli occhi i numeri mirabolanti: Bandecchi con il suo non meglio specificato “Progetto 300mila”, i Cinque stelle di “100mila” ma in questo caso è ben specificato che si tratta di “nuovi alberi”. 

Emanuele Fiorini si vanta di essere uomo del popolo che non presta molta attenzione alla lingua italiana ma comunque vuole “un piccolo teatro in ogni quartiere”. Fiorini è anche per una ciclabile in tunnel da Terni a Borgo Rivo. 

Su San Valentino si passa dal governissimo al governo di salute pubblica. Tutti i programmi dicono che occorre sfruttare molto meglio il brand San Valentino. Sul come, si attendono miracoli.

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