R.P.
PERUGIA – È stata eseguita nella mattina del 15 maggio a Milano un’ordinanza applicativa della misura cautelare del divieto di avvicinamento alla persona offesa e ai familiari, con divieto di comunicazione con le stesse in qualsiasi forma, emessa dal giudice per le indagini preliminari del tribunale di Perugia, nei confronti di un uomo residente nel capoluogo lombardo, indagato per i reati di atti persecutori, commessi ai danni di una dodicenne e dei suoi genitori.
La misura è scattata dopo le indagine della Mobile di Perugia in seguito a una segnalazione dei genitori della ragazzina, preoccupati per il comportamento dell’uomo, arrivata in questura il 26 aprile.
Il 27enne, infatti, dopo aver conosciuto la 12enne su un social network, pur consapevole della sua età, è riuscito tra messaggi in chat e contatti telefonici, a ottenere la sua fiducia e una serie di informazioni riservate e personali. In seguito, l’uomo ha poi contattato il padre e, fingendosi interessato a una collaborazione lavorativa, ha fissato due incontri nel capoluogo.
Apprese le reali motivazioni delle visite del soggetto, il padre ha deciso di vietare ogni comunicazione tra lui e la figlia ma l’uomo, grazie alle informazioni ottenute precedentemente, è arrivato a Perugia e si è presentato sul luogo di lavoro della madre, facendole recapitare una lettera manoscritta. Successivamente, in altre due occasioni, è anche andato alla scuola media frequentata dalla ragazza, cercando di parlare con lei, addirittura cercando di convincere un professore di avere il permesso dei genitori. Il diniego del docente, lo ha fatto infuriare tanto da prendere il cancello di ingresso a calci. Allertata, la polizia si è recata sotto l’istituto scolastico ma l’uomo, alla vista degli agenti, ha provato a dileguarsi velocemente. Fermato e identificato, è stato denunciato in stato di libertà per il reato di atti persecutori.
Il 15 maggio, come suddetto, il giudice delle indagini preliminari, condividendo il quadro probatorio acquisito e pospettato dalla procura di Perugia, ritenendo sussistenti i gravi indizi di colpevolezza in ordina al delitto di atti persecutori aggravati, ha emesso un divieto di avvicinamento alla persona offesa e ai suoi familiari, alla loro abitazione e ai luoghi da loro frequentati, con prescrizione di non avvicinarsi a meno di mille metri dalla minore e dai componenti del suo nucleo familiare e con divieto di comunicazione con loro in qualsiasi forma e con qualsiasi mezzo.
La misura cautelare è stata eseguita dal personale della squadra Mobile di perugia in collaborazione con i colleghi di Milano.


