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Al Perugia non bastano tre gol al Curi: addio serie B. La rabbia dei tifosi

La vittoria da infarto contro il Benevento non serve: si torna in Lega Pro. Altissima tensione dentro e fuori lo stadio

di Egle Priolo

PERUGIA – La pressione di una città, le polemiche degli ultimi giorni. Va da sé, anche gli insulti. Ma poi nella partita della speranza – contro un Benevento già retrocesso e con un Palermo che sta strizzando il Brescia – allo stadio Curi, nella porta del Perugia che si gioca la serie cadetta arriva il gol di un ex rossoverde, nemico giurato.

E poi una traversa che sembra un messaggio dall’alto. Dal «padreterno», si dice in curva. Non certo da Santopadre, il patron che si dice pronto a vendere, quando la città l’ha già messo nella bancarella dell’usato. Il secondo tempo del Grifo sono 45 minuti in attesa di una svolta. Di un sussulto di dignità, si sibila tra i Borghetti che non riscaldano niente di una serata così glaciale. La fine del Perugia in serie B.
Dalla Sicilia arriva la botta dei lombardi che rimontano, mentre Federico Dionisi fischia il rigore per i biancorossi. Lisi sul dischetto sotto la Nord non sbaglia. Mancano 38 minuti al triplice fischio e il Curi ha la battarella. Un colpo di fiato arriva con il gol di Di Carmine al 58′, ma il Brescia al Barbera non molla un centimetro. Tra curva e tribuna si abbandona l’apnea solo per intercalari che il codice penale punisce con sanzioni fino a 309 euro.
Poi si alza la nebbia dei fumogeni e delle bombe carta, il 2-1 non basta. Figurarsi con il suggello del pareggio dei campani al primo dei sette minuti di recupero. Riacchiappato da Kouan che segna il 3-2. Una partita da infarto.
Ma la curva Nord contesta e intona cori contro la società. Stasera non perdona una vittoria che non serve a nulla dopo una stagione ingiustificabile.
Dionisi intanto ha fischiato ma sono rimasti tutti in campo a guardare sui tablet il finale di Palermo-Brescia. È 2-2. È finita. Si torna in Lega Pro.

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