Umbertide verso il ballottaggio: il forcing del centrosinistra su Corrente, il centrodestra alla ricerca di sostegni

Domenica si chiude la partita sugli eventuali apparentamenti. Le grandi manovre verso il secondo turno

UMBERTIDE (Perugia) – “Decida di decidere se accetta di accettare”. L’esortazione che partì dalle colonne de “Il giornale d’Italia” nel lontano 1948 dalla leggendaria penna di Manlio Lupinacci e indirizzata a Enrico De Nicola, torna più che mai attuale in questo insolito e abbastanza silente ballottaggio per le elezioni comunali umbertidesi. La sfida, come si sa, è tra il sindaco uscente e candidato del centrodestra Luca Carizia e il candidato del centrosinistra, Sauro Anniboletti.

CENTROSINISTRA

Chi deve scalare una vera e propria montagna è Anniboletti. Il 30% ottenuto dalla sua coalizione è poca roba rispetto a quello che riusciva a ottenere il PCI-PDS-DS-PD e alleati ai bei tempi. L’interlocutore privilegiato è, naturalmente, Corrente. Ripartendo dall’incipit di questo articolo, la citazione non è per niente casuale. Chi deve decidere e, di conseguenza accettare, è Federico Rondoni, leader di Corrente. In pochi mesi Rondoni è riuscito a costruire in torno alla sua figura un gruppo di giovani che hanno dato vita a una campagna elettorale vivace e moderna. Ottima la comunicazione, perfetti gli argomenti, ficcante il modo di penetrare nell’elettorato scontento soprattutto di quella che è la gestione attuale del centrosinistra locale.

Tutto questo ha portato a uno splendido 13%. Terzo posto assicurato, accompagnato da applausi e complimenti. Lunedì pomeriggio, quando il risultato era diventato quasi certo nonostante l’arrivo dei dati ufficiali a passo di lumaca, è partito anche il brindisi. Sopita l’atmosfera elettrizzata dei festeggiamenti si chiude la sede, un po’ di amarezza c’è (gimo al ballottaggio è solo un ricordo) e iniziano i primi interrogativi: adesso che si fa?

E’ naturalissimo che quando si arriva terzi la domanda che viene fuori spontanea (tra le truppe e all’esterno) sia una: adesso, passate le elezioni, fatti i post su Instagram, fatti i cin cin e gli appelli per una società più equa e giusta, che facciamo?

Prassi vorrebbe che venga detto qualcosa. Anche un semplice “mani libere” può andare bene. Da quanto, si apprende da martedì fino a oggi c’è stata una lunga serie di conclavi presso la sede di via Cibo. Poco trapela. L’obiettivo è uno: mantenere unito il più possibile il movimento. Sul piatto c’è l’accordo con il centrosinistra per il sostegno (ufficiale o ufficioso) a Sauro Anniboletti. C’è, però, una piccola matassa da dipanare: se viene accettato l’accordo il centrosinistra, si rischia di perdere una fetta di gruppo (e non è una parte irrilevante); se non c’è un accordo organico non mancherebbero malumori da parte di chi invece vuole l’accordo (anche qui non si parla di quatto gatti).

A ore se ne saprà di più. La normativa vigente segna come ultimo minuto per presentare gli apparentamenti al secondo turno la giornata di domenica 21 maggio, a una settimana dal secondo turno del 27 e 28 maggio.

CENTRODESTRA

 Capitolo centrodestra: il 43% ottenuto al primo turno ha causato qualche leggera fibrillazione in questa settimana. Luca Carizia ha dimostrato di essere un leader vero e con un consenso personale ben al di sopra dei partiti della sua coalizione.

La percentuale uscita dalle urne domenica e lunedì scorsi non è bastata, ovviamente, per vincere al primo turno e servono un’altra settimana di campagna elettorale per raggiungere il fatidico 50%+1 per la vittoria, che a detta degli osservatori più preparati potrebbe arrivare con una maggioranza regale.

Quindi, non si capisce come mai ci si arrabatti parecchio per trovare alleanze o accordi in vista del secondo turno. Un consiglio: chi fa da sé fa per tre.

L’arrivo di nuovi alleati potrebbe addirittura indebolire il grandissimo consenso già pronto in canna. Altro suggerimento non richiesto: lasciate tutto com’è perché il contrario verrebbe visto come un segnale di debolezza.

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