Bandecchi sindaco a Terni, imprenditore a Narni

Tra acquisti di terreni e incompatibilità: a ridere potrebbe essere il terzo incomodo

TERNI –  Una calamita potente. Un grande contenitore capace di attrarre tutti gli investimenti del gruppo Bandecchi e di sciogliere anche il nodo delle incompatibilità tra sindaco e imprenditore.  

I 60 ettari dell’ex stabilimento della Marina Militare a Narni sono davvero tanti e ricchi di potenzialità.  Stefano Bandecchi e la sua UniCusano hanno dimostrato che nel fare impresa non vanno tanto per le lunghe.  Sono venti anni che nella Conca Ternana si dibatte sulle sorti di quella grande area urbanizzata, a ridosso del Raccordo e della linea ferroviaria. Ci doveva venire su  di tutto ma non se ne è mai fatto niente.  Bandecchi bum bum ha tirato fuori un milione e mezzo e si è preso i terreni con le cubature.  Il luogo ideale per la Ternanello che la Ternana non riesce a realizzare a Colle dell’Oro per vari intoppi amministrativi. Ma nei 60 ettari c’è spazio per molto di più.  Nella testa del Bandecchi imprenditore è chiaro che quell’area può ospitare molto altro. C’è posto anche per lo stadio della Ternana e per la clinica. Molto più respiro rispetto all’attuale area del Liberati. Una zona peraltro già in grande difficoltà sul fronte viabilità e parcheggi.  Perché allora non spostare tutta la ricca progettualità del gruppo Bandecchi nella zona ex Spea?

Una soluzione che – ma a fronte di un investimento da 150 milioni si tratta di un “dettaglio”- risolverebbe anche i problemi di incompatibilità tra il sindaco e l’imprenditore. Perché nel caso Bandecchi non  avrebbe più come interlocutore se stesso ma il sindaco di Narni. Su Narni dunque una possibile pioggia di milioni, con Terni a bocca asciutta.  Si tratta, al momento, poco più di un’ipotesi. Al momento le autorizzazioni insistono tutte su Terni.  Per spostarle occorre iniziare gli iter da capo. Una agenda di almeno un anno. E poi resterebbe il nodo di dove fare giocare la Ternana. Il Liberati è al centro di una convenzione. Con il sindaco chiamato a vigilare sul suo rispetto.

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