Chi candida il centrosinistra in Regione? Scordatevi Oliviero (che pensa a New York) e tra Proietti e Laureti non dimenticate Fora

SPOTLIGHT di MARCO BRUNACCI | La corsa per la presidenza di Palazzo Donini è aperta, soprattutto se Bandecchi il Fenomeno si candida e rosicchia consensi al centrodestra. Ma il sogno di avere il rettore è da considerarsi tramontato, nonostante i pressanti corteggiamenti delle ultime settimane

di Marco Brunacci

PERUGIA – Il rettore dell’Università di Perugia, Maurizio Oliviero, non si candiderà alla presidenza della Regione. Il corteggiamento, che va avanti da mesi ma che è diventato molto più pressante in queste ultime settimane, è destinato a non produrre risultati.

Il rettore – sogno della sinistra e di alcuni importanti imprenditori, uno in particolare, non soddisfatti della gestione regionale – non dichiara, si defila, si limita a qualche smentita su voci inverosimili tipo quella che lo voleva candidato a sindaco a Perugia.
Ma Umbria7 ha rimesso insieme alcuni movimenti del rettore Oliviero sullo scacchiere accademico e l’obiettivo è chiaro: è internazionale, prevede la chiusura, come dire, in bellezza di un iter che ormai è tutto dentro una logica universitaria.
Il rettore ha dimostrato di essere capace di dare forma e sostanza all’impegno che si era preso al momento della campagna elettorale: battersi per l’autonomia dell’Ateneo nel mentre dava il massimo dell’apporto al territorio in cui lo Studium nasce e si muove, ma senza commistioni e scopi non dichiarati.
I successi ottenuti, quelli interni a Unipg, e quelli che lo hanno visto arrivare sul tappeto rosso al Crui, il gotha dei rettori italiani, sono una sorta di viatico per l’ultimo tratto di strada da fare. Ma nella medesima direzione, quella accademica. Non è un caso che uno degli interlocutori principali di Oliviero, in questa fase, sia un signore che vive e lavora a New York.

Se è vera – come lo sono state altre – la deduzione di Umbria7, a questo punto c’è da chiedersi chi sarà il prossimo candidato alla presidenza della Regione del centrosinistra.
Tanti protagonisti hanno cominciato a pensarci fitto, anche perchè nelle elezioni che dovrebbero svolgersi a fine febbraio o primi di marzo del 2025, in quella latitudine hanno concrete possibilità di successo, sempre che il fenomeno Bandecchi, mantenga le promesse e porti via qualche voto al centrodestra.
A Roma, i nuovi vertici Pd, come già anticipato, vedono bene Camilla Laureti, che però non ha mai fatto sfracelli elettorali e rischia di essere solo una comprimaria nella corsa per Palazzo Donini.
Lo sanno bene i vertici regionali, che preferiscono puntare su Stefania Proietti, che ha trovato un equilibrio ad Assisi tra forze sociali variegate, e questo basta, a tanti, per farne la candidata ideale.
Ma è probabile che dovrà fare i conti – ricordano in diversi ambienti – con la capacità di recupero di Andrea Fora, civico come è civica lei, ma che è stato temerario nell’abbracciare un incarico nazionale renziano.
Il primo obiettivo di Fora è sempre stato quello di candidarsi a sindaco a Perugia, però i tempi potrebbero non essere maturi a giugno prossimo, ma soprattutto potrebbe essere del tutto inutile correre se passa il disco verde – come anticipato un paio di giorni fa da Umbria 7 – al terzo mandato dei sindaci. A Perugia si aprirebbe un’autostrada per il Romizi ter. Una garanzia di successo per lo schieramento che lo candida. Una bocciatura preventiva per chi gli corre contro.
A questo punto un Fora equilibrato, preparato, non divisivo, esperto di palazzi (e normative) regionali dopo 5 anni di mandato da consigliere, ecco che torna ad essere una risorsa del centrosinistra.

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