R.P.
SPOLETO (Perugia) – Dopo aver presentato lo spettacolo al Festival di Castrovillari “Primavera dei Teatri”, debuttà al Festival dei Due Mondi di Spoleto, il prossimo 7 luglio alle 19, “La sindrome delle formiche”, spettacolo della compagnia perugina Occhisulmondo, messo in scena per la prima volta, dopo otto anni circa dalla prima stesura drammaturgica, con testo firmato da Daniele Aureli, finalista al premio Hystrio scritture di scena 2016.
Lo spettacolo, che salirà sul palco della sala Frau, con la cura e la regia di Massimiliano Burini e Daniele Aureli, gode di un cast artistico di grande spessore, tra cui il musicista e polistrumentista Gianfranco De Franco, la scrittrice e dramaturg Giusi De Santis, il producer e assistente alla regia Matteo Svolacchia e per la prima volta insieme in uno spettacolo Occhisulmondo due attori straordinari: Giulia Zeetti e Ciro Masella.
Una storia in bilico tra picchi di comicità e abissi di solitudine. Un racconto delicato e amaro di un amore che prova, in tutti i modi, a proteggersi dal freddo dell’inverno.
E ed F vivono insieme in un piccolo appartamento situato al terzo piano di un palazzo. La tv è rotta, c’è un compleanno da festeggiare e una decisione da prendere. Il fuori è un’eccezione. Rimangono chiusi in un tempo indefinito: un giorno, come una vita, dentro quattro mura. Inseguendo il giorno migliore per uscire e aspettando il momento migliore per vivere.
Insieme al rapporto tra E ed F, tra l’uomo e la donna, vi è l’intima consonanza tra ciò che appare visibile agli occhi e ciò che invece va cercato tra le pieghe della storia. Ma anche nelle tracce lasciate dalle parole, dai movimenti, dai gesti – anche inaspettati – e dalle loro reiterazioni.
Io e te, da indagare e scoprire lentamente, perché se affrontato forzatamente rischia di far appassire le rose. E servirebbe un bonsai, o un girasole a dar colore alla loro stanza, ma tutto si consuma, in un tempo che non ha più tempo. Essere sinceri solo nell’ombra.
Alcuni momenti di silenzio reale rimangono piccoli granelli in mezzo ad una distesa infinita di terra.
Le rughe, il ristorante, i vicini, la polvere, il ripostiglio, un signore con il cane, una cravatta troppo stretta, l’insonnia, la musica.
Trovarsi o disperdersi.


