Il dossier delle incompatibilità che agita Palazzo Spada

Il sindaco di Terni Bandecchi è all’opera ma restano i nodi del conflitto di interessi

TERNI – I consiglieri comunali, vecchi e nuovi, stanno riempiendo i moduli per la dichiarazione sulle incompatibilità.  

Una autodichiarazione a norma del testo unico degli enti locali che poi sarà verificata dalla segreteria generale del Comune. Ma c’è un modulo che sta mettendo a dura prova le nozioni di diritto dei dirigenti e dei  funzionari pubblici. È quella del nuovo sindaco Stefano Bandecchi. Perché lui non è solo il primo cittadino voluto dai Ternani ma è anche il presidente della Ternana e l’amministratore di UniCusano. Il Tuel dice – in sostanza – che chi amministra, dal sindaco al consigliere comunale, non deve avere conflitti di interesse con il Comune amministrato. 

E le questioni da dipanare nel caso di Palazzo Spada ora sono un bel po’.  Il Comune ha dato in gestione il Libero Liberati alla Ternana, società che è strettamente legata ad UniCusano. Stefano Bandecchi ha un ruolo di primissimo piano sia nella Ternana che in UniCusano. Ancora: la Ternana è intestataria del progetto clinica stadio che vede le autorizzazioni del Comune e anche l’utilizzo di terreni comunali. Sempre la Ternana è intestataria del progetto di Ternanello anche questo in parte su terreni comunali e con autorizzazioni comunali. Non ultimo una delle società del gruppo Bandecchi sarà gestore del PalaTerni che, benché realizzato dal concessionario Salini, è comunque un bene di proprietà comunale. 

La segreteria generale del Comune di Terni avrebbe già fatto presente al nuovo sindaco che questi nodi vanno appianati. Al lavoro starebbe anche la Prefettura di Terni perché il tema compatibilità è anche di competenza del prefetto. 

Stefano Bandecchi ha rilasciato dichiarazioni pubbliche nelle quali parla di un conflitto di interessi dovuto alle determinazioni assunte dalla precedente amministrazione comunale. 

Il suo staff – più riservatamente – ha fatto sapere che presto arriveranno pareri di professori universitari e di esperti di diritto amministrativo e societario. 

Siamo solo all’inizio di un confronto che forse non si concluderà neanche per la seduta di insediamento del consiglio comunale prevista per il 20 giugno.

C’è aria di street food

“Fai bella l’Italia”: l’iniziativa regionale in scena a Città di Castello