Università degli studi di Perugia, inaugurazione anno accademico 2018 (foto Settonce) - ©RIPRODUZIONE RISERVATA

La fuga di cervelli è finita: i laureati umbri non se ne vanno più all’estero

Tutti i dati dell’Istat che raccontano la «svolta improvvisa». Mencaroni: «Lavorare perché sia duratura»

PERUGIA – Sempre meno giovani umbri con la laurea in tasca se ne vanno all’estero. Anzi, in molti, appena escono dagli atenei scelgono l’Umbria come loro nuova “casa”. E’ quanto emerge dagli ultimi dati Istat sulla mobilità tra regioni italiane e internazionale.

Quella che viene rilevata è una forte frenata nel 2021 dei laureati umbri che lasciano la regione per andare a vivere e lavorare all’estero trasferendovi la residenza (-43,5% rispetto al 2020) e, allo stesso tempo, un netto aumento dei laureati italiani che dall’estero hanno trasferito (o ritrasferito, nel caso fossero umbri che erano andati in Paesi stranieri per vivere e lavorare lì) la loro residenza in Umbria (+50,3%).
Il saldo negativo tra iscrizioni dall’estero e cancellazioni per l’estero dei laureati, che negli anni scorsi si era progressivamente ampliato fino a raggiungere il massimo nel 2020 con -363 (frutto di 189 iscrizioni dall’estero e di 552 cancellazioni per l’estero), nel 2021 torna quasi in pareggio (-28), cosa che nell’ultimo decennio non accadeva dal 2011.
Stessa tendenza, ma meno forte, l’Istat la registra anche nella media nazionale, dove i trasferimenti di laureati per l’estero nel 2021 scendono del 20,3% (contro il -43,5% dell’Umbria) e i laureati italiani che dall’estero ritrasferiscono la residenza in Italia aumentano del 31% (contro il +50,3% dell’Umbria). In altre parole, la fuoriuscita dei laureati dall’Umbria nel 2021 rispetto al 2020 è crollata di oltre il doppio rispetto alla media nazionale, mentre il numero dei laureati italiani che dall’estero hanno trasferito la loro residenza in Umbria è cresciuto del 60% in più rispetto al dato italiano.

Commentando i dati, il presidente della Camera di commercio dell’Umbria, Giorgio Mencaroni, analizza che nel 2020 «avevamo toccato il picco negativo dell’ultimo decennio sul saldo tra trasferimenti di residenza dall’estero in Umbria e dall’Umbria per l’estero dei laureati. I cittadini italiani (umbri e non) che, residenti all’estero, erano tornati in Italia scegliendo l’Umbria erano stati nel 2020 solo 189, mentre i laureati che dall’Umbria avevano preso la via permanente dell’estero, trasferendovi la residenza, erano stati 552, il massimo di sempre».
A partire dal 2021, prosegue Mencaroni, i laureati italiani che «dall’estero hanno preso (o ripreso) la residenza in Umbria sono stati 284 – il massimo del decennio e 94 in più rispetto al 2020, mentre i laureati che dall’Umbria hanno trasferito la residenza all’estero nel 2021 sono stati 312, molti meno dei 552 del 202° e anche dei 463 del 2019. Il saldo tra iscrizioni e cancellazioni di laureati, che come detto nel 2020 era in Umbria arrivato a -363, nel 2021 è solo di -28, raggiungendo quindi un sostanziale pareggio tra laureati che arrivano (o che tornano) e quelli che partono per l’estero».
I dati, secondo il presidente dalla Camera di commercio regionale, configurano quindi «una svolta improvvisa, sulla quale sarà necessario effettuare approfondimenti per comprenderne a fondo la cause e lavorare perché sia duratura».

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