Elena Cecconelli
TERNI – I resti dell’antica città di epoca romana nata lungo la via Flaminia, poco distante da Terni, sono lo spunto per un secondo libro, una monografia intitolata “Carsulae II – I materiali degli scavi di Ciotti”. Ma una nuova luce verrà gettata da lunedì 26 giugno fino a settembre sull’area archeologica più importante dell’Umbria con gli scavi archeologici che riguarderanno la parte nord del Foro, per rinvenire i resti del senato locale. “Carsulae II – I materiali degli scavi Ciotti” si pone in continuità del libro “Carsulae I – gli scavi di Umberto Ciotti” a cura di Paolo Bruschetti, Luca Donnini, Massimiliano Gasperini e Elena Gabriella Lorenzetti. A differenza del primo volume dedicato solo alla documentazione degli scavi archeologici con materiale d’archivio degli studi che fece Umberto Ciotti, direttore delle campagne di scavo e accademico etrusco, negli anni tra il 1950 e il 1970, il secondo volume affronta la classe dei materiali rinvenuti durante gli ultimi scavi.

«Mettendo a posto il primo libro, ci siamo resi conto che c’era un elenco di materiali e c’era la possibilità di capire tramite ulteriori scavi da dove provenivano e quando sono stati trovati, quindi abbiamo pensato di fare questo secondo volume – dichiara Massimiliano Gasperini, archeologo – È quindi un primo passo per la pubblicazione dei materiali di quello che può essere considerato come uno delle aree archeologiche più importanti dell’Umbria, almeno per quanto riguarda l’epoca romana. Era un volume tanto atteso, anche dal punto di vista scientifico, perché Carsulae è un sito importante ed è rimasto sempre inedito». La classificazione di questi materiali riguarda le ceramiche, le lucerne, le monete del IV e V secolo dopo Cristo, i borghi laterizi, i bolli su terra sigillata italica. «Il secondo libro è di fondamentale importanza perché prende in considerazione lo studio dei materiali che si conserva nel centro visite “Umberto Ciotti”, i nostri depositi e parte dei depositi di Palazzo Cesi che non era mai stati affrontati prima di allora da nessuno – afferma Silvia Casciarri, della sovrintendenza dei beni culturali – Carsulae non è solo memoria, ma deve creare un connubio con il passato».
Lunedì 26 giugno sono iniziati i nuovi scavi che interessano la parte nord del Foro per riportare alla luce il senato locale, dove in precedenza si erano trovati alcuni edifici absidati. La campagna di scavi proseguirà per tutto il mese di luglio, per interrompersi ad agosto e riprendere a settembre.


