DI MARCO BRUNACCI
PERUGIA – Notizie confortanti sul rischio povertà delle famiglie in Umbria, declinato nelle diverse forme dall’Istat. I numeri: la popolazione a rischio di povertà ed esclusione sociale nel 2022 si stima essere dell’11,1% . Parliamo di circa 95 mila individui, quindi sempre un numero sul quale riflettere, ma molti di meno rispetto ai 142 mila del 2021 (16,6% della popolazione). E molti di meno rispetto a quasi tutto il resto del Paese.
In Italia la percentuale è del 24,4%. Molto alta al sud. Ma l’Umbria brilla per performance anche nel Centro. La Toscana è al 13,8%, le Marche poco meglio (13,6%) per non dire del Lazio che si avvicina al Sud col 26,1%). L’Umbria è anche competitiva con tutto il Nord.
Ma si si analizza il rischio povertà vero e proprio il risultato è anche migliore: l’Istat dice che nel 2022 siamo all’8,6% di residenti che rientrano in questa categoria, con un miglioramento netto rispetto al 12,1% dell’anno precedente rispetto a una media nazionale che si attesta oltre il 20%. Ma il dato batte tutti quelli delle altre regioni del Centro ed è in linea con quello del Nord.
Infine, ultimo indicatore preso in considerazione dall’Istat, è quello della “bassa intensità lavorativa” durante l’anno. Nel 2022 siamo al 5,6%in diminuzione seppur lieve rispetto al 5,8% del 2021, ma anche qui risultando migliore sia della media nazionale (9,8%) sia delle altre regioni del centro Italia. Cresce anche il reddito medio delle famiglie sia in termini percentuali che in termini assoluti. Nel 2023 non ci sono elementi per pensare che questo trend non venga confermato, magari con scarti più ridotti. Di fronte a questi numeri non saranno giustificate manifestazioni di giubilo perchè bisogna sempre prendere atto dell’alto numero di persone in difficoltà economica e della necessità che tutti se ne facciano carico a cominciare dagli enti locali a vario livello. Ma in Umbria la barca va e continua ad andare. Per niente male.


