Umbria, bentornata al Centronord. Luci e ombre ma il trend è quello giusto

SPOTLIGHT di MARCO BRUNACCI | Il rapporto di Bankitalia 2022 dal Pil alla fiducia dei consumatori. Dalla disoccupazione alla situazione di agricoltura e industria. Con lavoro da fare ma una buona intonazione. A cominciare dal Pnrr

di Marco Brunacci

PERUGIA – La vogliamo dire una cosa chiara: magari non viene percepita come merita, ma l’economia umbra funziona.
Mica miracoli, ma tutto quel che si può. In linea con il Paese, meglio del Sud, in rotta verso Nord.
Qualcuno giù in fondo, tra i lettori di Umbria7, è scettico?
Seguite insieme a noi il percorso dei numeri dell’Umbria nell’anodino rapporto di Bankitalia.
Allora: via, si parte.

Il Pil dell’Umbria cresce nel 2022 +3.6 (5,6 primo semestre) in linea con l’ Italia.
Inflazione al 12.2, picco massimo alla fine 2022, oggi poco sopra 8%, erode il 2% del potere acquisto delle famiglie, soprattutto meno abbienti e disarticola società (tra più e meno ricchi).
Nonostante ciò continua la crescita dei consumi delle famiglie.
Conterà quel po’ di economia del sottoscala che alla fine garantisce livelli di qualità della vita migliori del programmato?
Comparto agricoltura. Cresce per produttività e dimensioni aziendali dopo anni di attese. Evviva. Per un settore troppo spesso considerato marginale.
Industria: nel 2022 più 16,9% costi materie prime, più 13 prezzi di vendita solo più 1.6 costo lavoro.
Due conti al volo: cresce redditività a danno dei lavoratori. Squilibrio da sistemare.
Export: più 24%. Ottimo ma è vero anche che l’Umbria ha il più alto indice italiano di dipendenza da approvvigionamenti sensibili.
Costruzioni? Ok. Si gira al più 10% nonostante il progressivo esaurimento del super bonus 110%
Botti col turismo: traina tutti i servizi (+ 2.7% su 2019, massimo storico) ed ha una dinamica migliore di quella italiana.
Aeroporto boom. E si sa. Traina anche turismo ed in generale impatta su economia regionale.
Pagine liete. Continuano gli investimenti degli enti locali: più 14.1%, dato superiore media nazionale.
Ci sono ritardi su POR 2014/2020, 60% pagati contro 72% media italiana. Ma la giunta Tesei protesta: vecchia programmazione, vecchia gestione.
Pnrr: 1.6 miliardi già assegnati a bando, sopra media nazionale anche in rapporto al Pil.
Gare già bandite: 34% contro 27% del resto d’Italia. E i Comuni dovranno incrementare investimenti tra il 90 e il 120%.
Occupati in lieve calo nel 2022 soprattutto autonomi, ma nel 2023 per ora crescono del 3.7%
Disoccupazione sempre 1 punto sotto Italia.
Tanti giovani laureati e tanti che fuggono; dal 2013 fuga ininterrotta. fino al 2020 ultimi dati interlocutori
Mismatch su competenze possedute e richieste e reddito
Fiducia delle famiglie sempre su buoni livelli anche se in calo dopo i massimi storici del 2021 ed è solo in parziale ripresa nel 2023.
Forte rallentamento della crescita dei prestiti alle famiglie nel 2023 ed alle imprese e si contrae anche l’erogazione del credito.
Tassi 2023 al 4,3% più che raddoppiato su inizio 2022.
Qualità credito altissimo tra i migliori nazionali e sistema da questo punto risanato rispetto alle grandi criticità degli anni passati.
Luci e ombre come si può vedere, ma nel cuore del sistema produttivo del Paese. L’Umbria ha recuperato il suo posto nel centro nord del Paese.

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