di Marco Brunacci
PERUGIA – «Un pit stop della Giunta regionale andava sicuramente fatto qualche mese, ma anche adesso sarebbe il caso, non trova?».
Il rimpasto in Regione, con queste parole, per quanto felpate, copyright Nilo Arcudi, torna all’ordine del giorno.
Il veleno sta nella coda – come spesso succede – di in colloquio tv di Arcudi con Pasquale Punzi: il presidente del consiglio comunale di Perugia, una storia socialista alle spalle e ora leader dei Civici che hanno scelto la strada di appoggiare il centrodestra e hanno ottenuto risultati pesanti a Perugia ma anche in molti altri centri regionali, prende in esame il risultato di Terni, non demonizza Bandecchi, e poi colpisce.
«La giunta regionale attuale ha una forza politica limitata a partiti e movimenti che hanno raccolto, in questa ultima tornata amministrativa, tutte insieme, non più del 10-12%. Inutile sottolineare ancora l’assenza di Fdi. Ma bisogna rifletterci».
Una debolezza evidente. Difficile dare torto ad Arcudi che non ha neanche visto bene le performance in questa fase dei due assessori di riferimento del Ternano.
Si tratta di malcelate ambizioni personali? «Tranquilli, non sono disponibile ad alcun incarico. Voglio terminare il mio impegno come presidente del consiglio regionale».
Ma in Regione ci vuole andare? «Vediamo cosa succederà ma dopo giugno 2024. Di sicuro i Civici riconducibili al nostro raggruppamento hanno ottenuto sempre risultati ragguardevoli in ogni elezioni. Questa inclusa».
Nella pigra politica umbra, le parole di Arcudi avranno un seguito?


