Il retroscena/ La sceneggiata sul bilancio del Comune? Bandecchi ha bisogno dei soldi del Governo. E tenta il tutto per tutto

SPOTLIGHT di MARCO BRUNACCI | Il sindaco è in campagna social per ottenere 22-23 milioni da Roma e che non può avere. Prova anche a farsi fare una legge salva-città come quella per Catania. Ma non ci sono le premesse. Finirà per ammettere che l’unico programma realizzabile è quello di Masselli?

di MARCO BRUNACCI

TERNI – Il sindaco vuole per Terni lo stesso trattamento ottenuto da Catania? Una sorta di provvedimento salva città del Governo? E’ così? Vediamo.
Bandecchi se non ci fosse bisognerebbe inventarlo. Lui racconta le cose secondo una sua personalissima narrazione, agli altri sta di capire cosa succede nella realtà.
Allora: Bandecchi ritiene il bilancio nel Comune di Terni che ha trovato – racconta – non corrispondente non si sa bene a che cosa. 
Perchè usiamo questa formula, perchè fosse un “semplice” falso in bilancio, il sindaco di Terni avrebbe l’obbligo di andare alla Procura della Repubblica e denunciare tutti coloro che hanno contribuito al risultato. Mica solo l’ex assessore al bilancio, come gli piacerebbe.
Non lo sta facendo. Quindi, fino a prova contraria, stiamo parlando di qualcos’altro. ll termine “falso” per il bilancio del Comune di Terni, finchè Bandecchi non trova la strada della Procura, è solo cabaret.
Ai “signori” ai quali si rivolge nei suoi video, Bandecchi lascia intendere che è tutto un gran pasticcio ma basta che il Governo gli dia 22-23 milioni (uno stralcio dei debiti con i creditori?) per cui lui si mette tranquillo, comincia a  fare qualcuna delle opere che aveva promesso senza lesinare in campagna elettorale, e non perde la faccia.
Il Governo, per dare 22-23 euro al sindaco di Terni, non 22-23 milioni di euro, dovrebbe accertare che c’è stato un falso – da Procura, non da cabaret – nel bilancio, doloso o colposo che sia, grave o minimo. Cosa che non c’è motivo neanche di immaginare. 
Al risultato ci ha lavorato anche il commissario prefettizio. E’ roba seria. Non chiacchiere sui social. Parliamo di responsabilità civili e anche penali.
E allora cosa bisogna concludere? Due ipotesi:
1. Bandecchi e il suo staff sono degli sprovveduti, che si sono ritrovati dentro la pubblica amministrazione e le sue regole come pinguini all’Equatore. Non si sarà informato delle regole vigenti l’ottimo avvocato vicesindaco Corridore? 
2. Bandecchi prova a forzare la mano al Governo nazionale. Chiede soldi che non ha e non può pretendere. Ma pensa che si potrebbe chiudere un occhio e fare quello che è stato fatto a Catania. Ed eccoci al dunque.
Salvo che la situazione del Comune siciliano era ed è completamente diversa. 
Siamo in un Belpaese dove può succedere di tutto – avrà pensato il sindaco non più presidente della Ternana – chissà che non mi riesca.
Per carità, messa così si può anche provare.
Ma, intanto, è la dimostrazione che la nuova amministrazione comunale ternana della inarrestabile rivoluzione bandecchiana è messa con le pezze al fondoschiena. Ma soprattutto che i cittadini di Terni possono contare su ben pochi soldi per veder realizzati i sogni fatti balenare da Bandecchi in campagna elettorale.
Ora si tratta di seguire la campagna social di Bandecchi per vedere se qualcuno del Governo, a Roma, se lo è filato oppure no. Al momento niente e nessuno si muove. 
Conclusione: sarebbe davvero uno scherzo del destino per Bandecchi dover ammettere che l’unico programma elettorale realizzabile è quello del suo competitor Masselli.

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