DI MARCO BRUNACCI
TERNI – Tutto pronto, si potrebbe chiudere anche il 31 luglio. Il più grande piano di investimenti mirato su una città dell’Umbria (siamo a Terni) è arrivato sul tavolo dei ministeri di Industria e Ambiente. Da oggi la palla passa a Roma.
Il cavalier Arvedi ha dato il suo placet al testo elaborato dal Gruppo per l’Accordo di programma per il recupero ambientale e il rilancio dell’Ast, il sito dell’acciaieria ternana, dopo le intese con la Regione, e ora non resta che attendere i tempi burocratici romani.
C’è una novità: il piano prevede investimenti non per un miliardo, come finora si era detto, ma per un miliardo e cento milioni. 800 a carico del Gruppo privato. Non cambia l’impegno del Governo: 300 milioni.
I Ministeri di Urso e Pichetto Fratin, in una settimana, potrebbero dare il disco verde al decisivo piano per il futuro di Terni ma anche dell’Umbria.
Ma le fonti romane, che informano su questo decisivo sviluppo della vicenda, sottolineano come ben difficilmente la burocrazia ministeriale sarà così rapida.
Si avvicina l’agosto delle ferie e non sembra che ci sia tutta l’attenzione e la determinazione necessaria per giungere a conclusione in tempi rapidi.
Ma il grosso del lavoro ormai è fatto. Se non si chiude a fine mese, al massimo si aspetterà fino ai primi di settembre. Poi si parte. E non sono cose da giostra bandecchiana, è un passo decisivo per la città.
Arvedi, come ulteriore apertura al territorio, nella sua lettera ai dipendenti, aveva anche lasciato intendere che Ast si prenderà l’impegno, per tutti i lavori da affidare, a confrontarsi con le ditte locali, che possono diventare protagoniste del rilancio, sempre che siano in grado di fare proposte valide, competitive, di mercato.
Ora comunque tutti pronti a partire. Se non subito, a settembre, ma tutti consapevoli che si è davanti a un’occasione irrepetibile per Terni e l’Umbria.


