R.P.
CITTÀ DI CASTELLO (Perugia) – La sua storia ha fatto il giro di tutta Italia. Giornali e televisioni hanno raccontato la sua impresa, lasciando milioni di connazionali a bocca aperta per la grande passione e la grinta che ha messo per superare ogni ostacolo della vita, fino a raggiungere il suo sogno da ragazza qualche settimana fa, conquistando a 90 anni la maturità da “maestra”.
Imelda Starnini, nata a San Giustino e residente a Città di Castello, classe 1933 come ogni studente che ha passato gli esami di stato, ora si gode il meritato riposo tra gli affetti familiari e, soprattutto, pensando alle sue grandi passioni tra cui spiccano lo sport in generale, in particolare il calcio e il pugilato.
Nonna Imelda, simbolo nazionale della recente tornata di “esami” della ripartenza (a lei è arrivata una menzione speciale direttamente dal ministro per l’istruzione, Giuseppe Valditara insieme a un riconoscimento ufficiale da parte dei sindaci di Città di Castello e Sam Giustino, Luca Secondi e Paolo Fratini) è tifosa da sempre della nazionale di calcio, del Milan e fan di pugili come Cassius Clay, Carlos Monzon e Nino Benvenuti che hanno fatto la storia del ring a livello mondiale. L
a passione per i colori “azzurri” e “rossoneri” maturata prima degli anni settanta grazie alle pagine di storia sportiva che Albertosi, Facchetti, Mazzola, Riva, Rivera e tanti altri beniamini di allora hanno scritto con incontri di calcio che appartengono alla leggenda come la partita del secolo, nel 1970 a Città del Messico, la semifinale con la Germania Ovest di Muller e Beckenbauer finita 4-3 al termine del tempi supplementari con un “piatto” d’oro dell’”Abatino”. Proprio il Golden Boy del calcio italiano, il simbolo del Milan degli anni sessanta e settanta, Gianni Rivera, con gli scudetti, le coppe conquistate e lo stile inconfondibile in campo e fuori, ha rapito il cuore di Imelda che da allora è rimasta sempre fedele ai colori rossoneri ed ha seguito in Tv dal bianco e nero di allora fino al digitale “Hd” di oggi, ogni gara del Milan, in campionato ed in coppa.

Dice la figlia di Imelda, Sara Mercatelli: «Nel periodo d’oro della presidenza di Silvio Berlusconi, con i successi a ripetizione anno dopo anno in ambito nazionale ed internazionale, la mamma ha sempre manifestato la passione per lo sport, il calcio, il suo Milan e la nazionale, in particolare, i momenti unici e belli dei mondiali dell’82 in Spagna e del 2006 in Francia non disdegnando però di fare tardi la sera per seguire i match di pugilato di Cassius Clay, Monzon e Benvenuti».
Parola alla neo diplomata, che sostiene con orgoglio la sua fede rossonera per il Milan di Gianni Rivera, suo idolo negli anni sessanta e settanta, fino ai protagonisti di oggi, i rossoneri di Gerry Cardinale, e poi i giocatori della cavalcata vincente dello scorso anno verso il 19esimo scudetto, il tecnico Stefano Pioli compreso: «Lo sport e il calcio mi piace da sempre tanto che nel 1978, ricordo bene, l’anno in cui vinse il mondiale l’Argentina e l’Italia fu sconfitta dal Brasile nella finale per il terzo e quarto posto, in occasione dell’esame di licenza media ho scelto di scrivere il tema della prova scritta sui mondiali di calcio».
Ricorda bene “nonna” Imelda anche il Milan dei tifernati, Silvano Ramaccioni, dirigente di lungo corso, presenza fissa in panchina durante il periodo stellare milanista e di Federico Giunti, in campo con i rossoneri e la maglia azzurra della nazionale, quel tricolore che lei ha sventolato in tante occasioni delle storiche vittorie ai mondiali e nelle gare ufficiali. Bandiera, simbolo dell’unità nazionale, che con orgoglio tiene accanto a sè in salotto quando si siede davanti alla tv per seguire le partite. «Forza azzurri, forza Milan», ha esclamato Imelda alla vigilia della preparazione pre-campionato, un esame che attende tutti, compreso il suo Milan, al via subito dopo ferragosto, esame come quello che lei ha superato con successo qualche giorno fa di fronte alla commissione della maturità, conquistando uno splendido 78 su 100.


