di ELENA CECCONELLI
TERNI – Sold out. Risate e curiosità protagoniste al Baravai. Con la preparazione e l’ilarità di Barbascura X. Divulgatore scientifico, comico e youtuber. Vincitore del Premio nazionale di Divulgazione scientifica. Direttamente da Taranto a Terni. Per far divertire ma anche riflettere il pubblico su tutto quello che non «volevi sapere sul sesso e che ignoravi di temere»
Metodo di accoppiamento dei koala e di altre specie animali. Con posizioni scomode e bizzarre per affrontare un tabù sociale: il sesso. «Raccontati rigorosamente male» , come lo definisce lo stesso Barbascura, su un palco scarno. Dove la figura del divulgatore si staglia per la camicia indossata, con le fantasie e un cappello a mo’ di pirata. Stile iconico che richiama il suo logo ormai inconfondibile: un teschio con un cappello da giullare e un orecchino e una x formata da ossa che si incrociano tra loro.
Barbascura X è considerato uno dei divulgatori scientifici più influenti del web, è il primo come numero di follower. La sua rubrica principale è Scienza Brutta, la celebre e irriverente serie di divulgazione scientifica sulla natura in salsa satirica.
Ma è un artista a 360 gradi, perché è anche un chimico, un stand-up comedian, scrittore, autore e presentatore tv per Dmax, Rai, Comedy Central, ma anche performer teatrale, scrittore di libri bestseller con diverse ristampe, cantautore e youtuber originario di Taranto. È il vincitore del Premio Nazionale di Divulgazione Scientifica 2020 Giancarlo Dosi, per il libro pubblicato da Edizioni Tlon Il genio non esiste (e a volte è un idiota). Dal 2021 è anche autore e conduttore di programmi televisivi di divulgazione scientifica, oltre che monologhista satirico stand-up comedian per Comedy Central. Nato a Taranto, si laurea in chimica organica all’Università di Bari, si specializza all’Università di Bologna in sintesi organica ed in seguito consegue all’estero un dottorato in green chemistry e produzione di materiali da fonti rinnovabili. Barbascura X è anche molto riservato sulla sua vita privata, tanto da non far figurare in alcun luogo quale sia il suo vero nome, per non creare conflitto con l’attività di ricercatore.


