Les Danseuses de Sheherazade (foto di Alessio Gravinese)
Les Danseuses de Sheherazade (foto di Alessio Gravinese)

Le regine della danza del ventre stanno in Umbria: sono “Les Danseuses de Sheherazade”

Da 10 anni, il gruppo nato a Città di Castello, è acclamatissimo in ogni parte d’Italia e non sono mancate le apparizioni in tv | LE INTERVISTE DI UMBRIA7

AL.MIN.

CITTÀ DI CASTELLO (Perugia) – La loro è una vera e propria arte. Sono la sensualità fatta persona. La bellezza e il sensualità si fondono nei loro movimenti creando uno spettacolo unico. Ogni volta che si esibiscono in giro per l’Italia sono acclamatissime. Sono umbre le regine della danza del ventre: sono “Les Dandeuses de Sheherazade”. Il gruppo è nato nel 2013 a Città di Castello grazie all’impegno di Erika Calleri che in questi dieci anni è riuscita a formare un numero di danzatrici eccezionali e richiestissime a livello nazionale. “Les Danseuses de Sheherazade”, oltre che da Erika, è composto da Michela Alessandri, Irene Botteghi, Lucia Guerra, Lucia Merli, Martina Odoardi e Tonia Pollastro.

Proprio Erika Calleri spiega, rispondendo alle domande di Umbria7, l’attività e l’impegno delle meravigliose danzatrici.

Anni di successi e grande affiatamento. Come nasce il vostro gruppo?
«Il nostro gruppo  di danza nasce a Città di Castello. Sono circa dieci anni che insegno nella scuola “Academy ballet” di Sara Papa. Nel corso di tutto questo periodo di insegnamento posso dire il nostro gruppo spettacolo è composto dalle più “temerarie”, ovvero da quelle allieve che non si sono mai arrese nello studio e non hanno mai smesso di avere fame di sapere. La danza del ventre è una disciplina molto complessa. Da uno ai tre anni di studio riesci a capire se abbandonare perché ci vuole troppo impegno oppure, la seconda possibilità, è che non ne puoi più fare a meno. Non esiste un impegno a metà».

In questi anni non sono mancate tante soddisfazioni, dalle presenze in tv fino alle partecipazioni a importanti festival. Quali esperienze vi sono rimaste impresse?
«Abbiamo partecipato a “Italia’s got talent” su Canale 5, a “I soliti ignoti” in onda  su Rai 1. A mio avviso, le soddisfazioni più grandi sono quelle arrivate dai festival. Il fatto che gli organizzatori desiderino il nostro gruppo a rievocazioni storiche, feste patronali o matrimoni per animare le loro serate, è veramente gratificante. Uno degli eventi che ci ha dato più soddisfazione è stato l’evento “Federicus” organizzato ad Altamura, in provincia di Bari, dove appena arrivi ti senti una diva perché tutti ti acclamano, desiderano fare delle foto con te e ti chiedono autografi. E’ un pubblico meraviglioso.»

A volte la danza del ventre viene vista come un banale esercizio. Invece è un’arte complessa e affascinante. Quanta preparazione e quanto allenamento servono?
«La danza del ventre non è una disciplina sportiva. Ho iniziato il mio percorso insegnando in una palestra e ho smesso perché le persone entravano all’interno dell’aula delle lezioni pensando di sudare e fare molto lavoro. In realtà è un esercizio molto mentale, perché ogni donna deve imparare a utilizzare il proprio corpo in micromovimenti, utilizzando dei piccoli muscoli che nemmeno si pensa di avere. E’ un lavoro importantissimo soprattutto nel corso del primo anno, quando si devono iniziare a conoscere i movimenti per eseguirli correttamente senza farsi male. Può essere considerata una disciplina artistica correttiva per i problemi alla colonna vertebrale se fatta come si deve. Passato il primo anno inizia il divertimento, ideando coreografie, studiando un repertorio codificato di passi che poi si mettono insieme nelle nostre performance improvvisate. C’è una leader e delle follower. La leader deve essere colei che guida il gruppo, capace di farsi intendere grazie al linguaggio non verbale. Servono, quindi, tanta dedizione e molto allenamento.»

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