R.P.
CITTÀ DI CASTELLO (Perugia) – Novità in vista per il liceo “Plinio il Giovane” di Città di Castello, da settembre 2023 interessato da lavori di riqualificazione. La sede storica della scuola, dovrebbe riaprire i propri battenti nei primi mesi del 2024 al termine delle operazioni di 4,7 milioni di euro riguardanti l’adeguamento sismico e l’efficientamento energetico dell’istituto. A comunicarlo è stata la consigliera provinciale delegata all’edilizia scolastica, Erika Borghesi, rispondendo a una interrogazione presentata dal consigliere della Lega, Giovanni Dominici nel corso della seduta dell’assemblea di piazza Italia svoltasi il 25 luglio.
Presentando l’interrogazione, il consigliere Dominici ha chiesto «tempi certi per la riapertura del liceo “Plinio il Giovane”». Al momento, ha ricordato l’esponente leghista «l’attività scolastica dell’istituto si svolge all’interno di altre scuole presenti nel capoluogo tifernate e alcune classi sono state temporaneamente collocate presso la palazzina Bini».
Motorini nell’atrio, aule senza finestre e bagni da incubo: il video-denuncia degli studenti
Dominici ha quindi ricordato come le condizioni in cui «studentesse e studenti, personale docente e ausiliario, sono costretti a studiare e lavorare all’interno della palazzina sono pressoché indecenti, tanto da essere oggetto di una Pec inviata alla presidente della Provincia dei rappresentanti dei genitori, senza che abbiamo mai ricevuto una risposta ufficiale Anche i rappresentanti degli studenti, attraverso un video pubblicato su YouTube con tanto di appello alla presidente Proietti, hanno voluto mostrare le condizioni della palazzina».
Da Dominici, è arrivata quindi la richiesta di sapere quando l’istituto tornerà ad essere fruibile per la comunità scolastica: «Ben vengano le ristrutturazioni. Ma vogliamo sapere per quanto tempo ancora devono i ragazzi devono stare a scuola in queste situazioni. Non vorrei che si venga a creare la stessa situazione del Campus “Da Vinci” di Umbertide, per il quale i lavori dovevano terminare un anno fa».
A prendere la parola, in prima battuta, è stata la presidente Proietti che ha spiegato come «quando si fanno dei lavori così importanti siamo obbligati a spostare ragazzi in altre sedi». Proietti ha quindi reso noto che «ci sono stati ultimamente degli incontri con la dirigente scolastica e i rappresentanti. Chiedo scusa ai ragazzi per non averli ancora contattati ma lo farò presto».
Alla consigliera Borghesi il compito di entrare nella situazione più nel dettaglio: «Come Provincia, su Città di Castello e gli altri Comuni stiamo intervenendo in maniera importante per quanto riguarda il miglioramento e l’adeguamento degli istituti e sono in programma nuove costruzioni di edifici scolastici. La Provincia di Perugia e il Comune di Città di Castello sono fortemente impegnate per quanto riguarda le scuole del territorio ed è in corso una fattiva e lunga collaborazione tra i due enti e i dirigenti scolastici».
I lavori, ha evidenziato Borghesi, hanno previsto «il trasferimento e la ricollocazione degli studenti. Abbiamo cercato di trovare soluzioni e spazi adeguati ed è sempre più difficile trovarli. Ci siamo quindi rivolti a Comune, enti e fondazioni per reperirli».
A seguito di una interlocuzione con le presidi Marta Boriosi e Valeria Vaccari, ha specificato la consigliera delegata all’edilizia scolastica, è stato sottoscritto un accordo ad agosto dello scorso anno. Prima che partissero i lavori presso la sede storia del liceo, è trovato accordo per dislocazione con sei aule presso la palazzina Bini, dodici sono state collocate nei locali dell’istituto “Patrizi-Baldelli-Cavallotti” e nove presso l’istituto “Franchetti-Salviani”.
Nel frattempo, sono iniziati lavori presso l’istituto. Gli interventi hanno un valore di 4 milioni e 750mila euro per due interventi: adeguamento sismico ed efficientamento energetico. Ma nel corso delle operazioni, ecco che arriva l’imprevisto. «L’impresa – ha evidenziato Borghesi – è altamente qualificata perché si tratta di lavori tecnologicamente avanzati. Sono stati trovati dei reperti archeologici durante lo scavo delle fondazioni. Subito dopo c’è stato l’intervento della sovrintendenza dei beni culturali. L’impresa ha comunque continuato a lavorare».
Il 28 giugno, inoltre, Borghesi ha comunicato di aver effettuato un sopralluogo nel cantiere e di aver incontrato i rappresentanti genitori: «La ditta – ha continuato – anche dopo agosto si organizzerà per portare avanti gli interventi con un numero consistente di maestranze».
Da qui la promessa, con una data pressoché certa per la riapertura dell’istituto: «Nei primi mesi del 2024 – ha concluso Borghesi – restituiremo la scuola ai ragazzi. Avranno un edificio ristrutturato con un adeguamento sismico importante e ulteriori spazi a loro disposizione, perché all’interno non verrà riallestita biblioteca comunale. Per questi ultimi mesi stiamo pensando anche allo spostamento di alcune sezioni presso alcune aule della scuola di musica comunale, in modo tale da iniziare tranquillamente l’anno scolastico».
Nella replica, Dominici ha detto che l’attenzione «resterà alta per verificare se entro l’inizio del prossimo anno i saranno lavori terminati. Mi auguro che le tempistiche vengano rispettate».


