Tartufo, «più rispetto per i cercatori dell’Altotevere e maggiore coinvolgimento dei Comuni»

La richiesta del consigliere della Lega Valerio Mancini

R.P.

CITTÀ DI CASTELLO (Perugia) – Tartufo e manifestazioni legate alla valorizzazione del prestigioso tubero. Non ci va per niente leggero il leghista Valerio Mancini. «Nella seduta del consiglio comunale di Città di Castello del 24 luglio – denuncia il capogruppo del Carroccio – erano all’ordine del giorno le votazioni dello statuto che istituisce l’associazione “Ente Fiera Mostra del Tartufo Bianco di Città di Castello” e del relativo protocollo d’intesa, che però sono state rinviate un’iniziativa frettolosa della giunta tifernate che dimostra la totale assenza di una visione globale del territorio altotiberino».

Per Mancini la «prima pecca di questo statuto è che l’associazione Tartufai Alto Tevere onlus non è stata tenuta in considerazione come merita visto che è un soggetto centrale che opera nel nostro territorio dal 1986. Il testo risulta inoltre lacunoso di dettagli fondamentali non viene specificato nemmeno a quanto ammonta la quota associativa».

Preso atto del rinvio, secondo il consigliere della Lega, sarebbe utile «ripartire dall’inizio coinvolgendo in commissione sia Afor che l’assessore regionale all’agricoltura Roberto Morroni dato che la nostra “Mostra del Tartufo “ha un rilievo nazionale e merita attenzione anche da parte delle istituzioni regionali».

L’Alto Tevere, sottolinea Mancini, è un territorio ricco «che deve essere valorizzato anche attraverso la sinergia dei comuni che ne fanno parte ma in questo statuto non viene presa in considerazione l’idea di coinvolgere altri comuni, come Montone, che organizza la Festa del Bosco proprio in contemporanea alla Fiera Mercato del Tartufo Bianco di Città di Castello».

Mancini parte quindi all’attacco: «Se lo scopo della giunta era quello di rilanciare gli eventi legati al tartufo è chiaro che sono partiti già con il piede sbagliato come si può pensare di valorizzare un prodotto senza coinvolgere coloro che ci consentono di averlo nelle nostre tavole, ovvero i tartufai del territorio? Bene che tra i soci fondatori vi siano la Asp Bufalini, l’Iis “Patrizi Baldelli Cavallotti”, il consorzio “Pro Centro” e il Comune, ma non basta».

Questa iniziativa così com’è, conclude il capogruppo della Lega, appare «utile solo alla giunta di Città di Castello, ma può diventare un’occasione di sviluppo non solo per la nostra città, per tutto l’Alto Tevere e per la regione se gli amministratori tifernati avranno l’umiltà di coinvolgere tutti i soggetti portatori d’interesse».

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