di Marco Brunacci
PERUGIA – Andiamo subito al sodo: dopo che le Frecce Tricolori, dopo 10 anni, hanno dato spettacolo nei cieli di Perugia partendo dall’aeroporto San Francesco, con lo show che ha reso evidente a tutti il successo dello scalo umbro, serve una legge regionale nuova perché quella di tre anni fa è già superata.
Per dirla meglio: servono più soldi per supportare l’indispensabile crescita dello scalo dei record.
Si obietterà: ma come? più ha successo e più servono soldi?
Esatto: i riflessi sul turismo umbro e quindi sul Pil dell’Umbria e, di conseguenza anche sull’aumento delle entrate della Regione, impegnano di fatto alla Giunta Tesei di rimettere mano al portafogli.
Perché qui tratta di un investimento. Cioè soldi pubblici ben spesi perché producono tangibili maggiori entrate. E se si fanno i conti prendendo in esame tutte le voci, dirette e indirette, le entrate sono tante.
Non spesa pubblica improduttiva, non spesa pubblica per scongiurare scioperi di quella categoria ferma al paleolitico sindacale che sono gli autoferrotranvieri, preoccupati non tanto da quei pochi servizi che possono dare nelle zone marginali, quanto ai loro consolidati privilegi.
E allora: finora la Regione stanzia 4 milioni annui per l’aeroporto. Ne servono altri 3. Si potrebbe ripiegare su 2,5. Non meno.
Per fare cosa? L’allargamento di una struttura nata come una bomboniera e ora il motore di un sistema in continua crescita, dei servizi, del relativo parcheggio e tutto quel che serve per il raddoppio del gate. Obiettivo: non più il mezzo milione di cui parlava il primo piano industriale, ma qualcosa di simile al milione di cui ha detto esplicitamente Ryanair, nel suo studio sulle possibilità di crescita dell’aeroporto umbro.
Tutto chiaro? A luglio i viaggiatori sono stati 67mila e spicci. Ed è stato record. Ad agosto ragionevolmente questo record verrà di nuovo ritoccato.
Con una crescita della struttura insieme al traffico aereo si arriva molto più facilmente del previsto a un milione di viaggiatori.
Quanto costano i lavori per reggere l’impatto della crescita tumultuosa dei viaggiatori? 3,5-4 milioni.
Oltre alla Regione servono quindi gli apporti di tutti gli altri soci e l’attenzione (che c’è sempre stata) della Fondazione Perugia.
Altri soci? Avete presente i Comuni di Perugia e Assisi che non trovano il tempo per versare il loro obolo? Non possono più tergiversare. O almeno si spera.
La legge regionale è indispensabile per il turismo e l’economia in generale che indirettamente se ne avvantaggia.
Tenendo anche presente che il piano per far uscire dall’isolamento l’Umbria è impostato, ma giocoforza per realizzare strade e ferrovie ci vogliono anni e anni.
Per la stazione della Media Etruria, che renda disponibile l’alta velocità per la regione, ci sono ancora tanti estenuanti “stop and go” sulla cittadina dove nascerà, tanto da rendere ancora più lontana nel tempo la sua già lontana realizzazione.
L’aeroporto sta sbocciando come fiori di campo dopo la pioggia. È anche il segno più tangibile del successo delle scelte della giunta Tesei.
Tutti pronti a decidere e a inserire a bilancio le maggiori spese per la nuova legge regionale, senza fare tanti inutili distinguo?



