Bagarre sui numeri della Cascata

Interviene il segretario del Circolo Conti Menotti del PD, Piccinini: «Valutare una rimodulazione delle scelte sin qui compiute, anche per evitare flessioni di presenze»

El. Cec.

TERNI – Una patata bollente. Quella relativa alla Cascata delle Marmore. Tra gli aumenti selvaggi per un sito naturalistico di straordinaria bellezza. Prima l’ingresso da 10 a 12 euro. Poi i parcheggi. E persino la navetta. A cui si aggiunge un velo di mistero relativo ai dati turistici. A prendere la parola è anche Sandro Piccini: «Non possono essere sempre i turisti a dover mettere mano ai portafogli per sopperire alle mancanze di chi di dovere».

In un comunicato stampa il segretario del Circolo Conti Menotti del PD, Sandro Piccini ribadisce il suo « stupore per le roboanti dichiarazioni del numero due di Palazzo Spada, avvocato Corridore, a proposito dell’interrogazione presentata dal gruppo del PD sui servizi alla Cascata delle Marmore. Nella sua disamina Corridore asserisce che i dati relativi agli ingressi al sito sono nella media. Premesso che a nostro avviso occorrerebbe avere contezza dei dati relativi all’intera stagione, riscontriamo che la stampa riporta che lo stesso numero due di Palazzo Spada dichiara che al 30 luglio ci sono stai 3.175 biglietti in meno e che comunque c’è l’intero mese di agosto per recuperare».

Il comunicato prosegue: « A nostro avviso occorrerebbe evitare valutazioni sui contenuti degli atti presentati in consiglio comunale, massima assise cittadina e luogo deputato alla richiesta di chiarimenti all’amministrazione comunale, ma lavorare per rafforzare e migliorare il sito della Cascata delle Marmore, rendendolo sempre più accogliente e a misura di turista. A tal proposito, nella consapevolezza che sicuramente non sarà possibile eliminare il pagamento della sosta o neutralizzare l’aumento del costo del biglietto di ingresso e della navetta ( scelte imputabili alla precedente amministrazione comunale), chiediamo nuovamente alla giunta e al nuovo management della società partecipata comunale competente di valutare una rimodulazione delle scelte sin qui compiute, anche per evitare flessioni o altre ripercussioni in termini di presenze al sito. Certamente l’area presenta anche ulteriori criticità, dovute a fattori esterni, ma certamente non possono essere sempre i turisti a dover mettere mano ai portafogli per sopperire alle mancanze di chi di dovere»

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