TERNI – «Nel consiglio comunale del primo agosto – documentano i consiglieri del Pd – abbiamo depositato 3 interrogazioni ed un atto di indirizzo. La prima interrogazione sulla necessità di chiarire le modalità di gestione del Palasport, e le attività che potranno essere svolte all’interno. La seconda sulla necessità di capire le azioni, che assumerà l’amministrazione rispetto alla volontà, da parte dell’agenzia delle Dogane, di abbandonare la sede presso la piastra logistica di Maratta. La terza sulla Cascata delle Marmore, se ci sono state o meno nel 2023 rispetto al 2022, flessioni negli ingressi e denunciare gli aumenti sul costo della navetta, sui parcheggi, dopo quelli relativi ai biglietti. L’atto di indirizzo riguarda la contrarietà alla riforma sull’autonomia differenziata, da far esprimere all’amministrazione, per le penalizzazioni che avrebbe il nostro territorio. Nel corso della seduta, pur condividendo la necessità di maggiore cura del verde e del decoro urbano, oltre che la priorità di realizzare il sottopasso di Cospea, abbiamo votato contrariamente all’assestamento di bilancio, in quanto l’avanzo di amministrazione doveva rimanere nel fondo rischi su crediti in via prudenziale, abbiamo anche proposto in alternativa la valorizzazione del patrimonio comunale come fonte di finanziamento. Sulla salvaguardia degli equilibri di bilancio, abbiamo rinnovato la proposta di confronto in terza commissione, alla luce anche al decreto del Ministero dell’interno dell’11 luglio, di approvazione del piano di estinzione proposto dall’organismo di liquidazione, considerando anche la discordanza tra le dichiarazioni dell’amministrazione e le risultanze del decreto del Ministero, che riporta una differenza positiva tra massa attiva e massa passiva di oltre 22 milioni e 600 mila euro. Sull’atto relativo ai canoni per gli impianti di grande derivazione idroelettrica abbiamo inteso fare degli emendamenti poi accolti, chiarendo che le risorse oggi esistenti, destinate al nostro territorio derivanti dai canoni di derivazione idroelettrica, sono possibili grazie alla precedente giunta regionale di centrosinistra e all’assessore regionale dell’epoca, che ha voluto la riforma con la legge 3 del 2016 e poi con legge 12 del 2018, la quale ha aumentato il contributo ai comuni ad un milione e 600 mila euro, di cui l’85% destinato al comune di Terni. Infine sempre su questo ultimo atto, abbiamo chiarito che eventuali maggiori fondi relativi al riversamento sul territorio dei canoni idroelettrici, possono servire solo in maniera residuale a finanziare il nuovo ospedale di Terni, che riteniamo debba essere realizzato con fondi pubblici della Regione Umbria e del Ministero; i canoni derivanti dagli impianti di grande derivazione idroelettrica servono infatti, come prevede la normativa, in via prioritaria alla salvaguardia dell’assetto idrogeologico del territorio».


