«Difendere la vita fin dal suo inizio, ecco perché accogliamo l’invito del vescovo»

Don Alessandro Rossini, l’Ugci e Mcl fanno propria l’esortazione di Soddu e spiegano il senso della proposta di legge che modifichi la legge sull’aborto

TERNI – La proposta di legge “Un cuore che batte” e le modifiche alle legge 194 del 78 sull’interruzione di gravidanza ottiene diversi appoggi e non solo le polemiche dei partiti e del sindacato.

All’invito di Francesco Antonio Soddu, vescovo della Diocesi di Terni, Narni e Amelia, ad aderire all’iniziativa dei Pro Vita e all’invito per raccogliere le firme, risponde infatti anche don Alessandro Rossini, parroco della cattedrale di Terni Santa Maria Assunta. «Ho accolto con gioia e convinzione l’invito», scrive Rossini che si è «recato a firmare presso gli uffici del Comune di Terni allo sportello del cittadino in Via Roma». «Come sacerdote impegnato anche nella salvaguardia dei minori in difficoltà – prosegue don Alessandro -, ritengo il gesto del nostro Ordinario diocesano un segno di grande coraggio, umanità e testimonianza che scuote le coscienze sopite di un’umanità confusa che ha perduto la bussola dei propri valori e sta rinnegando le proprie radici. Ascoltare, per una mamma, il battito del cuore della creatura che porta in grembo è ascoltare quella stessa vita che ha generato lei e migliaia di esseri umani prima di lei. Qui, se vogliamo ragionare laicamente, non c’entra la religione, il proprio credo, il Dio che si prega ma l’amore per l’umanità che accomuna tutte le donne e tutti gli uomini del mondo, l’inno ad una vita fragilissima che si fa persona e essere unico ed irripetibile».
«Per questo, abbracciando l’esortazione del nostro Vescovo – chiude -, anche io invito tutti, credenti e non, a firmare la proposta di legge di iniziativa popolare».

All’appello del vescovo Soddu rispondono anche l’Unione giuristi cattolici italiani (Ugci) di Terni, l’Unione provinciale Movimento cristiano lavoratori (Mcl) di Terni e il Movimento cristiano lavoratori dell’Umbria (Mcl). In una lettera, Ermanno Ventura (Mcl Umbria), Diego Piergrossi (Ugci Terni) e Francesco Venturini (Mcl Terni) spiegano di accogliere e fare proprio «l’invito sincero» del vescovo. «La proposta di legge – spiegano – si sostanza nell’inserimento di un ulteriore articolo che finalmente realizzi quella “tutela della vita umana fin dal suo inizio” pure disposta nell’articolo 1 della legge 194/78 e che pure, almeno fino ad oggi, è rimasta inattuata. Con l’articolo da introdurre si chiede che il medico che effettua la visita che precede l’aborto sia tenuto a far vedere ed ascoltare il battito di chi si va ad abortire ciò al fine di tutelare innanzitutto quella “vita umana fin dall’inizio” di cui il legislatore voleva ergersi a garante con l’articolo 1 della legge 194/1978 e, nel contempo, rendere più consapevole la scelta della donna molte volte convinta in buona fede che l’aborto sia uno dei tanti mezzi di contraccezione a disposizione per il controllo delle nascite. Ciò peraltro in violazione di quanto ancora una volta chiaramente disposto dal legislatore». «La difesa della vita fin dall’inizio, la difesa dell’innocente, la difesa della consapevole scelta della donna sono infatti valori e istituti non solo cristiani, ma laici e condivisi dalla Repubblica italiana che nella Costituzione li ha riconosciuti e fatti propri».

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