TERNI – C’è chi trova un tesoro e chi invece una montagna di debiti. I dati provenienti dal bilancio del Comune di Terni sono a dir poco contraddittori. Il sindaco Stefano Bandecchi annuncia ai mezzi di comunicazione nazionali di aver scovato nelle pieghe del bilancio di Palazzo Spada un tesoro cash di 6 milioni di euro proveniente dalla somma di residui di spesa poi effettivamente non erogati.
Una iniezione di contanti che fa gioire il primo cittadino di Terni. Che già immaginava di poterli spendere sul versante del decoro urbano e della riqualificazione della città. Ma sempre in questi giorni, dai consiglieri comunali che hanno partecipato alle sedute di commissione del bilancio consolidato del Comune arrivano racconti molto meno rassicuranti.
Il Comune di Terni e le sue aziende partecipate hanno debiti per 417 milioni di euro. Una cifra che proviene dal passato, e che fa riferimento all’anno 2022. Il dato allarmante è il confronto con l’anno precedente. Nel 2021 Palazzo Spada aveva un debito, aziende municipali comprese, di 353 milioni. Un deficit che nel corso di un anno è aumentato di 64 milioni.
27 milioni provengono dalla manovra a suo tempo adottata nell’ambito delle operazioni di risanamento legate al dissesto economico. Ma il dato davvero allarmante è che altri 37 milioni arrivano dalle aziende partecipate. In particolare, a pesare sul debito complessivo del Comune e delle sue aziende, è stata l’operazione di ricapitalizzazione societaria di Asm. La serie di atti societari che hanno visto il conferimento ad Asm di nuovi asset produttivi, ha portato in dote l’ingresso o il rafforzamento della presenza del Comune di Terni in aziende che fino a quel momento non rientravano nel perimetro comunale. Il Comune di Terni ha acquisito presenze societarie in Umbriadue Servizi Idrici, che a sua volta ha 32 milioni di debiti. Così come Ferrocart Srl ne ha 3 milioni e Umbria Distribuzione Gas quasi tre. A questi si sommano i 3 milioni i debiti accresciuti in quota Asm, che nel 2021 ne aveva “solo” 92 milioni, mentre nel 2022 ne vanta 95.
Infine la ciliegina sulla torta. Nel bilancio consolidato – hanno notato alcuni consiglieri – spuntano anche 43 milioni di mancati introiti , Denari che prima il Comune incassava direttamente e che poi, sempre nell’ambito del riassetto del 2021, ha delegato alle aziende partecipate. Il quasi mezzo miliardo di debiti complessivi fa tremare le vene ai polsi. Le prossime settimane saranno incentrate sulle misure di risanamento in parte già adottate nel 2023 e che sicuramente dovranno essere intensificate.


