El. Cec.
ORVIETO (Terni) – Al centro un unico tema. Il benessere. Quindi anche la salute mentale e fisica. Tutto parte da un corretto stile di vita. E dalla prevenzione. È l’argomento che ha accompagnato nel dibattito da un lato gli esperti, uomini di scienza e dall’altro lato gli utenti, soprattutto le giovani generazioni. L’incontro, dal titolo “La scienza a tavola. Consapevolezza e responsabilità” è andato in scena ad Orvieto. A Palazzo Coelli. Un’occasione per riflettere su un necessario cambio di passo nella comunicazione tra utenti e mondo accademico, operatori sanitari ed esperti e nella divulgazione scientifica,
Gli uomini di scienza hanno dalla loro una preparazione pluriennale e specialistica- che devono, talvolta, arricchirsi di una sensibilità ulteriore nell’approccio all’utente, per poterlo rendere consapevole e motivarlo a migliorare la qualità della propria vita, nella consapevolezza che curare significa anche prendersi cura, mentre gli utenti soprattutto se giovani, devono poter avere fiducia nel medico, nel docente, nell’istituzione. Solo così, infatti, potranno adottare, consapevolmente, comportamenti quotidiani, a tavola e non solo, volti alla loro salute e al loro benessere presente e futuro.
L’incontro è stato organizzato da Fondazione Cotarella e Consorzio Orvieto Way of Life in occasione della kermesse Orvieto Città del Gusto, dell’Arte, del Lavoro e dell’Innovazione. Un’occasione per riflettere su un necessario cambio di passo nella comunicazione tra utenti e mondo accademico, operatori sanitari ed esperti e nella divulgazione scientifica, che ha bisogno di meno sensazionalismo e più consapevolezza.
Ad aprire i lavori con i saluti istituzionali è stata l’Assessore alla Scuola e alle politiche sociali del Comune di Orvieto Alda Coppola, che ha ribadito un rafforzamento del rapporto genitore-scuola. “I bambini sono ambasciatori delle buone pratiche, bisogna educarli perché diventino futuri cittadini consapevoli anche a tavola”. Una consapevolezza passa anche dalla produzione agricola, come ha ricordato Albano Agabiti, Presidente Coldiretti Umbria. «Gli agricoltori diretti -ha detto il Presidente- sono fondamentali per la qualità e la sostenibilità alimentare. E gli agriturismi in Umbria accelerano questa battaglia, fornendo un’esperienza diretta ai consumatori finali, insieme alle fattorie didattiche che sono vere promotrici di un’educazione alimentare basata sulla natura»
«L’innovazione e la tecnologia sono cruciali per affrontare le sfide di oggi -ha aggiunto- come il cambiamento climatico». Tema questo al centro anche delle attività di Slow Food, che della lentezza ha fatto la sua filosofia. Rappresentato dalla sua presidente, Barbara Nappini, la quale ha richiamato l’importanza della relazione tra cibo, salute e cambiamento culturale. I progetti di Slow Food promuovono l’interazione uomo- ecosistema e la tutela del territorio, degli animali e la diversità di sapori. Questo perché – prosegue Nappini- la relazione tra alimentazione e salute riguarda non solo il singolo, ma anche l’interconnessione tra individui, società ed ecosistemi. Le istituzioni e la politica devono rispondere alle urgenze ambientali e coinvolgere la società civile per affrontare le sfide legate all’ambiente e alla salute, mentre le nuove generazioni cercano soluzioni etico-ambientali che toccano soprattutto le scelte legate al cibo e a una sana alimentazione».
Il dottor Massimo Bracaccia, Direttore reparto Medicina Generale e d’Urgenza dell’Ospedale di Orvieto, ha sottolineato l’;impatto di quelle patologie legate allo stile di vita non sano, come obesità e malattie cardiovascolari molto presenti nella società odierna. «Ruolo non indifferente hanno i media nella modellazione delle abitudini alimentari dei giovani -ha detto Bracaccia- e invito le scuole, fondazioni e associazioni a continuare a portare avanti un messaggio di stile di vita sano, inclusi aspetti nutrizionali e attività fisica, per contrastare l’epidemia di disturbi legati all’alimentazione e a malattie come l’obesità, l’ipertensione e il diabete. A proposito di media la psichiatra e psicoterapeuta Laura Dalla Ragione ha ricordato come il legame tra scienza e salute sia cruciale, soprattutto in relazione ai problemi alimentari e alle patologie. “La pressione mediatica -ha dichiarato Dalla Ragione- e le ‘mode alimentari’ hanno un impatto negativo sui giovani. Prima si pensava che si trattasse di una malattia legata al genere femminile, ma i dati mostrano che fra qualche anno non si potrà più parlare di malattia di genere. Il cibo è diventato un problema e un pericolo per milioni di persone nel mondo».
Per Stefano Lucarelli, Direttore ff. UFC Disturbi Alimentari Ausl Toscana Centro, ‘consapevolezza’ è anche sapere quando chiedere aiuto. “Comportamenti che alterano il funzionamento del corpo e della mente, preoccupazioni costante col cibo. Sono disturbi gravi che colpiscono tutti e non vedono genere.”, ricordando l’importanza dei familiari nel percorso di cura. “Dai disturbi alimentari si può guarire, ce lo ricorda il convegno di oggi e i percorsi e attività promossi da Fondazione Cotarella, ad esempio”. Più volte nominata durante i lavori la prevenzione ha un luogo non indifferente nel trattamento di malattie ‘persistenti’, tema affrontato anche all’Ospedale san Raffaele, dove la dottoressa Anna Ogliari, esperta di psicopatologia dell’adolescenza Università vita salute San Raffaele, lavora con ragazzi e bambini diabetici tipo 1. «Come sostenuto dal prof. Lucarelli, bisogna riconnettere la ‘centralina’, ovvero la nostra mente, al corpo e creare un’identità propria non legata alla malattia, bensì a una prospettiva futura, di un progetto di vita, che fra l’altro è quello che proporrà Verdeluce: luogo di lentezza e possibilità, germoglio di un qualcosa, di un ritorno alla natura, dove i ragazzi e ragazze possano scoprire cosa desiderano dal proprio futuro. Un segno di speranza”, ha conclus la dottoressa Ogliari. Enrica Ricci, Dirigente ad interim del Servizio Programmazione della rete dei servizi sociali e integrazione socio-sanitaria della Regione Umbria ha spiegato che fra le varie attività programmate dall’istituzione, vi sono anche la prevenzione e gli interventi per piccoli e grandi. “In Umbria è attivo un protocollo per la promozione di stili di vita sani e corretti, in cui si fa attività di prevenzione anche nelle scuole e nei posti di lavoro. Un individuo è sano se ogni aspetto della sua vita è sano»


