L’impresa illuminata e la mission per il territorio, l’incontro tra Mercati e Carlini

La strada segnata al Challenge da Acacia da due protagonisti dell’economia umbra. Un vento nuovo che soffia sul modo di intraprendere e l’Umbria protagonista per vocazione

e.p.

ASSISI (Perugia) – Fondi del Pnrr, sostenibilità, food economy e valore del “made in”. Futuro dell’Italia di mezzo, ma anche economia dei territori, ruolo delle fondazioni bancarie, tra passato da cui partire e innovazione a cui guardare.

Tanti i temi che hanno animato la seconda e ultima giornata dell’Economic Challenge, l’appuntamento top della stagione economica, promosso da Francesco Pace e Acacia Group con il patrocinio del ministero delle Imprese e del Made in Italy, della Regione Umbria, del Comune di Assisi, della Camera di Commercio, del Sacro Convento di Assisi e della Rai.
Una due giorni che ha visto il parterre dei grandi eventi e oltre 500 partecipanti, in un confronto costruttivo su temi economici e imprenditoriali, come spiegato dai suoi promotori: «L’Umbria, con la sua ricca cultura e posizione geografica strategica, mira a diventare un punto di riferimento nell’industria italiana, superando il concetto di semplice destinazione turistica. L’Economic Challenge 2023 è un’occasione unica per Assisi e l’Umbria di emergere come regione impegnata nella sostenibilità».
Tra i panel in programma venerdì 29 settembre, molto interessante il confronto sul futuro dell’Italia di mezzo, che ha visto la partecipazione anche della presidente della Regione Donatella Tesei e il sottosegretario agli Interni Emanuele Prisco, insieme al commissario per la ricostruzione post sisma Guido Castelli e imprenditori come Paolo Subissati, Fabrizio Pedetta, Manuel Boccolini e Ermenegildo Zordan.

A seguire l’approfondimento sulle Economie dei territori, con i precisi interventi di Massimo Mercati, ad di Aboca, il presidente della Fondazione Carit Luigi Carlini, Flavio Cecchetti (Susa), Antonio Perrone di Csi (Gruppo Arvedi) e Carmelo Campagna, vice presidente di Anfir e Banca Centro.
Il ruolo delle finanziarie in Umbria, come in Italia, per supportare le imprese è stato uno dei temi trattati proprio da Campagna, mentre Carlini ha parlato di impegno delle fondazioni a sostegno della collettività: «L’aspetto gentile da considerare come collante di un territorio – ha sottolineato il presidente della Fondazione Carit -. Se banche e fondazioni hanno mission diverse, proprio le fondazioni possono sostenere un territorio, non solo con l’aiuto alle imprese, ma sostenendo tutte le varie iniziative anche sociali, sanitarie, scientifiche, umanitarie o artistiche. Ma anche facendo – come per esempio fa la nostra fondazione – da collante tra i vari Comuni, creando e sostenendo quelle sinergie che aiutano un territorio a crescere».
Perrone ha sottolineato poi come anche la sostenibilità sia un costo, ma «accettato» per il bene della sfida green e di un intero territorio: le parole d’ordine diventano infatti «sostenibilità e consapevolezza», ha spiegato ricordando i traguardi raggiunti dall’azienda sulla riduzione delle emissioni di Co2.

Massimo Mercati, in un intervento molto apprezzato, si è soffermato sul problema dell’inquinamento e dell’immissione di sostanze inquinanti, nell’acqua o nell’aria, e dei relativi costi per ripristinare un ambiente pulito e sicuro. «Abbiamo bisogno di generare beni comuni – ha detto -, rigenerazione significa ricostituirli o generarne di nuovi. Alle imprese, quindi, va dato un corretto indirizzo, per cambiare. In fondo siamo qui per un Economic Challenge, non Economic Relax. Dobbiamo cambiare e orientare le imprese. La sfida è generare valore. E sono sono fiducioso che proprio l’Umbria sia la regione che possa guidare il cambiamento». Dopo un passaggio sulle opportunità delle società benefit, applausi per Mercati sulla definizione «pericolosa» dell’imprenditore illuminato: «Non basta basarsi sul singolo, ci vuole una diversa forma di impresa, su cui la politica può fare tantissimo».

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