di Egle Priolo
PERUGIA – Fare rete, tra imprese, associazioni, istituzioni locali e Regione. Per portare al Trasimeno sempre più turisti. Questa la proposta di Federalberghi Umbria in risposta agli ultimi dati sul movimento turistico dei 12 comprensori umbri nei primi sette mesi del 2023, che vedono il solo Trasimeno con un segno negativo rispetto al 2022.
In un panorama regionale «ampiamente positivo», infatti, si nota una leggera flessione «sia per quanto riguarda il totale generale delle presenze (-2,1%) che il totale delle presenze negli esercizi extralberghieri (-5,5%)», riassume Federalberghi. Si tratta di un «piccolo campanello d’allarme» che suona dal terzo comprensorio in ordine di importanza – con le sue oltre 466mila presenze da gennaio a luglio 2023 -, ma proprio per questo l’associazione vuole ragionare per invertire in positivo il trend, richiamando all’attenzione la necessità di promozioni mirate all’estero (a partire da Inghilterra, Olanda e Belgio, storici bacini di turisti per il Trasimeno), ma anche sulla valorizzazione di servizi e infrastrutture che facciano crescere l’appeal del lago.
L’analisi è dei due delegati di Federalberghi Umbria Confcommercio per il Trasimeno, Claudio Mencaroni e Tamara Fratoni. Nei giorni scorsi hanno reso noti gli ultimi dati pubblicati dalla Regione: «Sul totale generale del movimento turistico dei primi 7 mesi, nonostante il numero positivo degli arrivi (1,4% per gli italiani e 4,7% per gli stranieri) le presenze hanno in entrambi i casi segno negativo (-1,1% degli italiani e -3% degli stranieri). Il calo delle presenze è ancora più significativo per quanto riguarda gli esercizi extralberghieri, dove gli italiani sono calati dell’8,3% rispetto al 2022 e gli stranieri del 3,5% rispetto allo stesso periodo». Sottolineando la necessità di «ripensare insieme le strategie turistiche per il territorio, in termini di investimenti, analisi dei mercati nazionale e internazionale, riqualificazione dell’offerta, gestione delle risorse rese disponibili anche dall’imposta di soggiorno, in una logica di sinergia stretta con le amministrazioni locali. Dobbiamo ricordare tutti che, come è stato ampiamente dimostrato, il Pil dell’Umbria e dell’Italia cammina sulle gambe del turismo, soprattutto nell’area del Trasimeno».
LE PROPOSTE
E interpellati da Umbria7, Mencaroni e Fratoni (titolari di due strutture rispettivamente a Passignano e a Castiglione del lago) hanno approfondito il tema, fornendo ipotesi di azioni per aumentare il turismo al Trasimeno.
«In questo momento – commenta Mencaroni – vediamo che i mercati esteri stanno soffrendo un po’ più durante la stagione. Soprattutto nei mesi di giugno e luglio c’è stato un calo piuttosto importante, soprattutto sui mercati inglese e olandese., che hanno subito un calo. Ma questo deve farci soprattutto riflettere e mettere nelle condizioni di ragionare sui tavoli aperti con le pubbliche istituzioni, per soluzioni di breve termine. Per esempio, individuare fiere volte a promuovere e commercializzare il nostro territorio oppure modalità di promozione dedicate a una tipologia di turismo più vicina a questi mercati che in questo momento sembrano aver mutato anche solo in parte il loro interesse per il Trasimeno».
«Come Federalberghi – spiega Tamara Fratoni – chiederemo di aprire un confronto per quanto riguarda le infrastrutture che possono mettere in rete i vari comuni del lago tra di loro. Chiediamo un servizio di trasporto pubblico, che metta in comunicazioni i vari comuni, e anche interventi sulla ciclabile perché sia stranieri che italiani vanno sempre più verso il cicloturismo. Per dare così un miglior servizio ai clienti/utenti della ciclabile del Trasimeno, che è un nostro fiore all’occhiello».
«Per questo sollecitiamo un confronto con le istituzioni a partire da quelle locali – chiudono i due delegati di Federalberghi -: è necessario lavorare insieme per riportare il Trasimeno al proprio ruolo di motore del turismo umbro».


