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Prosa, danza, classici e un omaggio a Buscaglione: ecco servita la stagione del Manini di Narni

Il cartellone targato Tsu inizia con Matthias Martelli sul palco diretto da Arturo Brachetti

di Francesca Cecchini

NARNI (Terni) Sono sette gli spettacoli che vanno a comporre il cartellone Tsu della stagione di prosa del teatro Giuseppe Manini di Narni e che dal 23 novembre al 26 marzo invaderanno la platea tra classici, danza, prosa, passando anche per il fuoriclasse Arturo Brachetti che porta in scena insieme a Matthias Martelli l’indimenticabile Fred Buscaglione, che ha segnato la storia culturale e musicale del Bel Paese.

La presentazione venerdì 22 settembre alla presenza del sindaco di Narni Lorenzo Lucarelli e del direttore del Teatro stabile dell’Umbria Nino Marino. Il primo cittadino, mostrando l’iconica brochure che illustra la programmazione, ha sottolineato la suggestiva analogia tra le connessioni che si stabiliscono tra gli alberi e la rete capillare dei teatri con cui il Teatro stabile dell’Umbria presenta la stagione 2023/2024. Che cosa rappresentano gli alberi, che cosa rappresenta il teatro, qual è la loro tessitura? La presentazione della stagione pone in parallelo la valorizzazione del patrimonio naturale con quella relativa la teatro di produzione regionale. Il teatro e la cultura aprono prospettive e orizzonti che offrono ossigeno ai nostri muscoli e alla nostra carne, e alla nostra ragione. La varietà e ricchezza delle proposte della prossima stagione confermano l’apprezzamento della città di Narni per l’operato del Tsu e ne rinsalda la fiducia per il suo essere un presidio culturale insostituibile».

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«Un’apertura vertiginosa con uno spettacolo portato in scena da Arturo Brachetti che con Matthias Martelli rende omaggio al mito inarrivabile di Fred Buscaglione. Così si apre la stagione del Teatro stabile dell’Umbria e del Comune di Narni per il Teatro Manini – ha commentato Marino – Un invito a riscoprire classici della letteratura come Pirandello e Verga o nuovi autori come Florian Zeller. Un viaggio che irrompe nella scena ricco di sorprese dalla danza di Abbondanza/Bertoni agli inimitabili Oblivion».

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Il cartellone si aprirà dunque giovedì 23 novembre alle 21 con “Fred!”, spettacolo scritto da Arturo Brachetti e Matthias Martelli dedicato a Fred Buscaglione.
Chi era Fred Buscaglione? Un uomo irrequieto e geniale, un artista ironico e provocatorio, che ha cambiato la storia della canzone italiana e ha inciso profondamente, con il suo stile indimenticabile, sul costume e sulla società italiana. Cos’ha ancora da dirci Fred? Attraverso il teatro di Matthias Martelli, che mischia gestualità, mimica e parola, con la musica dal vivo eseguite da Matteo Brancaleoni e una formazione di quattro elementi e le invenzioni registiche di Arturo Brachetti, lo spettacolo accompagna lo spettatore attraverso la vita e le canzoni di un genio assoluto. Una miscela di note, parole e immagini che faranno scoprire un altro Fred, potente e fragile, simbolo della sua epoca e nel contempo capace di parlare al futuro.
Regia di Arturo Brachetti, con Matteo Brancaleoni e Matthias Martelli, musica dal vivo eseguita da Nino La Piana (pianoforte) Roberto Chiriaco (contrabbasso e basso elettrico) Gianpaolo Petrini (batteria) Stefano Cocon (tromba).

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foto di Tobia Abbondanza

Venerdì 15 dicembre alle 21 spazio alla danza con la compagnia Abbondanza/Bertoni e “Femina. Io è un’altra”, secondo episodio del progetto triennale “Io è un altro” in cui è messa in evidenza, come spiegano dalla compagnia: «L’intenzione di volgere verso l’universo femminile il nostro sguardo. Così come fu per “Idem”, scegliamo l’idioma latino anche per questo lavoro: femina (femmina, donna), un sovratitolo (licenza poetica) che deforma provocatoriamente l’originale frase di Rimbaud: Io è un altro, trasformandola in Io è un’altra e un sottotitolo ‘homen nomen’ che è una scommessa che vorremmo vincere cercando di tradurre in forme i mille nomi del femminile contemporaneo».
Coreografia di Antonella Bertoni, con Sara Cavalieri, Eleonora Chiocchini, Valentina Dal Mas, Ludovica Messina Poerio.

Giorgio Marchesi_Il fu Mattia Pascal©FabioLovino
foto di Fabio Lovino

L’anno nuovo si apre mercoledì 10 gennaio alle 21con “Il fu Mattia Pascal” dal romanzo di di Luigi Pirandello in una versione energica, divertita e ironica, con Giorgio Marchesi, drammaturgia musicale eseguita dal vivo da Raffaele Toninelli, adattamento Giorgio Marches, regia Giorgio Marchesi e Simonetta Solder.
«Posso dire che da allora ho fatto il gusto a ridere di tutte le mie sciagure e di ogni mio tormento. Sono state proprie le parole che Pirandello fa dire al suo protagonista a suggerirci la chiave per raccontare le vicende di Mattia Pascal – la nota di regia – Abbiamo voluto sperimentare un linguaggio che potesse essere accessibile a tutti. Con l’obiettivo di allontanarci dalla visione polverosa erroneamente associata ad alcuni capolavori letterari, abbiamo scelto un punto di vista vitale e dinamico di questo “caso davvero strano”, ambientando il testo lungo il ‘900 per assecondare la contemporaneità dei temi trattati nell’opera: il rapporto con la propria identità, ma anche la rinascita, dopo lo sconvolgimento delle nostre vite negli ultimi due anni. Mi trasformerò con paziente studio sicché, alla fine, io possa dire non solo di aver vissuto due volte, ma di essere stato due uomini diversi. Pascal sembra chiedere quindi non solo un’altra possibilità di ricominciare da capo o di correggere gli errori del passato. Ma vuole anche abitare un’altra persona, nuova, diversa, sconosciuta».

Nadia De Luca - Storia di una capinera

Giovedì primo febbraio alle 21 Guglielmo Ferro dirige Enrico Guarneri e Nadia De Luca (e un cast ancora in via di definizione) in “Storia di una capinera”, tratto dal romanzo epistolare dello scrittore e drammaturgo Giovanni Verga che racconta la storia e i tormenti interiori della giovane Maria costretta a farsi monaca.
Il cambiamento della protagonista nasce da una sua provvisoria liberazione, dal contatto con la natura, dal suo ritrovarsi con la famiglia nelle terre di Monte Ilice mentre a Catania infuria il contagio del colera. Il racconto si snoda sul filo di un progressivo itinerario spirituale: quella esperienza fa sorgere in lei il senso d’una vita più libera e aperta, e l’avvia a concepire una crescente avversione per l’ambiente conventuale dove ha trascorso da educanda gli anni dell’adolescenza. Di qui, scopre l’amore. Il giovane Nino è l’idolo un po’ sfocato che accende nella protagonista la fiamma di una passione inestinguibile. Ma il rapporto è troncato sul nascere dall’intervento dei familiari: Nino sposerà Giuditta, la sorella di Maria. Maria sarà costretta a rientrare in convento dove si spegnerà dopo lunga e penosa agonia.

La divina Sarah

Domenica 18 febbraio alle 18 sarà la volta di “La Divina Sarah” da «Memoir» di John Murrell, testo di Eric-Emmanuel Schmitt, regia di Daniele Salvo. In scena un dialogo intimo e vibrante, divertente e commovente che vedrà comprimari Lucrezia Lante della Rovere e Stefano Santospago. Lo spettacolo, conosciuto in Francia con il titolo “Sarah et le cri de la langouste”, è una commovente evocazione della grande attrice Sarah Bernhardt al crepuscolo della sua vita, nella sua villa di Belle-Ile-en mer, nel momento in cui scrive il secondo volume delle sue memorie. La della Rovere nella parte di Sarah e Santospago in quella di Georges Pi- tou, suo unico confidente e testimone, sono i magistrali interpreti dei due ruoli in un continuo gioco di specchi, di divertissement, di rimandi reciproci, di giochi metateatrali godibilissimi, interrogandosi sulla funzione dell’artista e sulla necessità del teatro oggi, nella nostra società post pandemica.

Oblivion©Laila Pozzo
foto di Laila Pozzo

Domenica 3 marzo alle 21 a salire sul palco saranno i dinamici Oblivion – gruppo comico musicale-teatrale composto da Graziana Borciani, Davide Calabrese, Francesca Folloni, Lorenzo Scuda e Fabio Vagnarelli – con “Tuttorial. Guida contromano alla contemporaneità”. Incantati dal richiamo suadente del Metaverso, i cinque artisti si proiettano nello spazio-tempo con questo nuovo spettacolo interamente dedicato alla contemporaneità. Dalle tendenze musicali del momento, alle serie tv più blasonate fino ad arrivare alla satira di costume, alla politica e all’attualità, tutto finisce nello spietato frullatore oblivionesco. Una costante riscrittura delle follie e delle stranezze legate alla civiltà digitale dove ritrovare a sorpresa anche grandi miti del passato in un imprevisto ritorno al futuro.

A chiudere il sipario sulla stagione martedì 26 marzo alle 21 sarà Lunetta Savino che torna a teatro nei panni della protagonista dell’opera di Florian Zeller “La madre”. Con lei anche Andrea Renzi, Niccolò Ferrero e Chiarastella Sorrentino, la regia è di Marcello Cotugno. L’autore indaga in modo acuto e profondo il tema dell’amore materno e le possibili derive a cui può condurre. Una donna sola davanti allo specchio della propria vita. La partenza del figlio, ormai adulto, viene vissuta dalla donna come un vero e proprio tradimento, a cui si aggiunge una decadenza dell’amore coniugale in atto da tempo.
Anna è ossessionata da una realtà multipla in cui le dimensioni si sdoppiano creando un’illusione di autenticità costante in tutti i piani narrativi. Il suo mondo è un luogo in cui lei non si riconosce più. Ma la responsabilità di questa solitudine non sta forse anche nell’aver rinunciato alla vita per dedicarsi al proprio unico figlio maschio su cui riversare frustrazioni, rimorsi e ideali d’amore?

INFORMAZIONI UTILI ABBONAMENTI E BIGLIETTI

Prelazione per gli abbonati della stagione 2022/2023 da lunedì 16 a venerdì 27 ottobre (dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 13, lunedì e mercoledì anche dalle 15 alle 18 al DigiPass di palazzo dei Priori – telefono 0744 747277/279 e 333 2566633). Vendita dei nuovi abbonamenti da lunedì 30 ottobre a venerdì 10 novembre (dal lunedì al sabato dalle 10 alle 13, lunedì e mercoledì anche dalle 15 alle 18 al DigiPass). Prevendita dei biglietti a partire da lunedì 13 novembre al DigiPass (dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 13, lunedì e mercoledì anche dalle 15 alle 18, il giorno dello spettacolo dalle 20, per lo spettacolo “La divina Sarah” dalle 17).
Vendita online disponibile sul sito Tsu. Prenotazioni telefoniche al Botteghino telefonico regionale Tsu: 075 57542222 (tutti i giorni feriali dalle 17 alle 20 fino al giorno prima dello spettacolo). I biglietti prenotati devono essere ritirati al DigiPass di palazzo dei Priori entro le 20.30 del giorno dello spettacolo.
Abbonamento scuola: quest’anno la proposta per gli studenti, in collaborazione con il teatro Manini, si articola in quattro spettacoli. L’abbonamento, riservato agli studenti di ogni ordine e grado di età inferiore ai 20 anni, consente la scelta di un posto fisso fino a esaurimento disponibilità. Gli spettacoli: “L’Oreste” 16 novembre alle 15, “Sesto Potere” 11 dicembre alle 15, “Il fu Mattia Pascal” 10 gennaio alle 15, “Perché leggere i classici” il 12 febbraio alle 15.

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