Ast/La Regione convoca tutti per il 26 e stavolta ci sarà anche l’Azienda. Resta l’ottimismo per la trattativa con la Ue

SPOTLIGHT di MARCO BRUNACCI | Un incontro per evitare che l’ansia che ha colto tutti in questa fase di passaggio diventi epidemia. Atteso un aggiornamento sui colloqui con Bruxelles. E spiegazione ulteriori su interazione tra Piano industriale e Accordo di programma. Ma il nodo resta uno solo: l’arrivo dei soldi

di Marco Brunacci

PERUGIA – Ast, nuovo round. La Regione, vista l’agitazione che c’è in giro (Fiom) e l’improvvisa ansia che ha colto tanti a Terni, ha convocato un nuovo incontro per il 26 ottobre, quindi nei tempi stretti che adesso tutti reclamano, stavolta – ecco la novità – anche con l’Azienda.
Cosa potranno sapere il 26 sindacato, sindaco, politica tutta? Lo stato dell’arte della trattativa con la Commissione europea, secondo le informazioni che verranno fornite direttamente dal Gruppo Arvedi.
Ma restano alcuni punti saldi che meritano di essere sottolineati:

1.Sulla trattativa con la Ue c’è “moderato ottimismo”, che sta diventando ottimismo, per via del fatto che tutti si sono arresi alla logica della Commissione europea di contare giorni, ore, settimana rispetto a quando uscirà l’ultima emissione C02 dal sito Ast. Secondo l’immagine ripresa più volte da Umbria7, tutti si sono arresi a limare la lunghezza delle zucchine, visto che altrimenti non se ne esce.

2.I tempi – e questo ora è appurato – dovranno essere strettissimi. La Commissione Ue ne ha preso atto ed è ora convinta. Che significa strettissimi per chi ha sempre il metro delle zucchine in mano? Non meno di un mese.

3.La Ue sbloccherà 200 milioni dei fondi che sono stanziati per questo tipo di interventi. Altri 100 li mette il Mef. I soldi ci sono, si tratta di far partire il meccanismo. Ma bisogna seguire i sacri riti di queste celebrazioni liturgiche.

4.L’ansia che ha colto il sindacato (Fiom-Cgil) ha una base (dato ripreso da Ferranti, Fi): la riduzione sotto livelli importanti della produzione di acciaio a Terni. Gli Arvedi hanno preso l’azienda in condizioni – subito rese pubbliche – molto, ma molto difficili. Essendoci la crisi mondiale delle bacchette magiche, il team che opera sta facendo il possibile. Avrà ovviamente tempo e modo per commettere errori. Al momento è difficile fare altro che non sia attendere. Il nodo – secondo quanto più volte scritto da Umbria7 – sono i soldi che devono arrivare. Più in fretta possibile.

5.Nella riunione del 26 si spiegheranno, una volta per tutte, le interazioni tra il Piano industriale dell’Azienda e l’Accordo di programma. Quindi per essere chiari, l’Azienda dirà cosa intende fare in tema di efficientamento del sito, rilancio, ambiente, energia, infrastrutture e anche su investimenti e livelli occupazionali. Indovinate un po’? Da quando arriveranno i soldi. L’abiezione che Il Gruppo potrebbe iniziare a mettere i suoi 700 milioni a attesa dei 300 del pubblico è tanto fragile. Sarebbe come iniziare una guerra sapendo di non avere le risorse per completarla. Un atto di fiducia che, con ogni evidenza, diventa scriteriato dal punto di vista imprenditoriale.

6.Il futuro industriale di Terni e dell’Umbria passa da qui. Per carità, giusta la richiesta di avere più informazione e massima chiarezza, ma sarebbe anche il caso di darci un taglio netto con chi pensa ancora che ci siano spazi per piccole tattiche, personalismi e speculazioni varie.
Ps. La Regione ha chiesto anche un incontro al Ministero, che si riserva di fissare una data.

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