TERNI – Terni in testa alle classifiche per lo spaccio di sostanze stupefacenti e nona per le risse e gli accoltellamenti. Dati che scatenano il sindaco Stefano Bandecchi, che se la prende con chi aveva detto che nella Conca si vive ancora con le chiavi lasciate nella toppa della serratura. «Alla faccia della sicurezza proclamata» – dichiara via social Bandecchi, puntando il dito, pur senza nominarli, a quei consiglieri di Fratelli d’Italia che avevano polemizzato sulle misure adottate dallo stesso Bandecchi, che come sindaco, ha fatto ricorso alla vigilanza privata, sponsorizzata da Unicusano. «Lasciatele pure le chiavi sulla porta di casa, che la droga ve la portano a domicilio», è la battuta sarcastica del patron di UniCusano e primo cittadino di Terni.
Bandecchi è furioso non solo per i dati che vedono la sua città con problemi di sicurezza di non poco conto, ma anche perché a suo dire la politica si occupa troppo dell’incompatibilità del sindaco e poco dei problemi reali di Terni. Il tema dell’incompatibilità tra Bandecchi sindaco e Bandecchi proprietario di Unicusano, torna ad essere prepotentemente all’ordine del giorno. Non solo per le polemiche legate alla sponsorizzazione del progetto di vigilanza privata con un esborso di oltre un milione di euro da parte dell’ateneo di Bandecchi, ma per la gestione del Palazzetto dello Sport. Nelle scorse settimane Bandecchi aveva rivendicato il diritto a gestire il PalaTerni con un sua società in quanto lui sarebbe stato un “semplice locatario”. E il contratto di affitto, sempre a detta di Bandecchi, non avrebbe generato alcun conflitto in quanto il rapporto diretto tra Comune e Ternana PalaEventi sarebbe stato interrotto dalla presenza del Gruppo Salini che come è noto ha realizzato la struttura e ne è il concessionario per conto del Comune.
Ma ora lo stesso Bandecchi sembra averci ripensato e ufficializza che non sarà più lui a gestire gli eventi e gli appuntamenti all’interno del Palassetto: «Ci penserà direttamente Salini». E se la prende con chi ha sollevato il conflitto di interessi: «Quelli che dormono con le chiavi sulla porta rompono i c***a me, invece di pensare ai problemi di sicurezza della città».


