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Dopo la petizione arriva il sit-in per salvare la pineta di Ponte Felcino

La manifestazione pacifica organizzata dal gruppo ambientalista Ginko Perugia. Intanto sono più di 200 le firme per la riapertura dello spazio verde

foto di Alvaro Lanfaloni
di Francesca Cecchini

PERUGIA – «Dopo più di un anno di chiusura della pineta vogliamo manifestare il nostro dissenso per l’immobilità dimostrata nell’affrontare i problemi della pineta e per scongiurare quelle voci che affermano che esista un progetto per sostituire i pini domestici con altre specie arboree». Non si ferma il gruppo ambientalista Ginko Biloba di Perugia che prosegue nella sua missione a difesa della pineta di Ponte Felcino.

Questa volta, dopo la petizione lanciata per la riapertura dello spazio verde, la cura dello stesso e la richiesta che il pino domestico non venga sostituito da specie non autoctone, parte il sit-in all’ingresso dell’area, lato giardini di Thebris sabato 18 novembre alle 15. Sul posto anche la possibilità di firmare la petizione e saranno consegnati ai partecipanti alcuni semi di ginkgo biloba (fino a esaurimento scorta). A oggi la petizione ha superato le 200 firme.

Pineta Ponte Felcino chiusa_foto Alvaro Lanfaloni
foto di Alvaro Lanfaloni

Fra i commenti degli utenti: «La pineta è un luogo pubblico, amato ed utilizzato con grande correttezza e piacere dai cittadini, che ne devono poter condividere la bellezza e la tranquillità». «La pineta è essenziale per la vita sociale e culturale della nostra città. È un monumento storico per Perugia»

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