di Diego Diomedi
Prosegue il viaggio di Umbria7 nei 7 VIZI GASTRONOMICI, un tour nel mondo del gusto attraverso i sette vizi capitali. Si pensi a un pranzo o ad una cena, possibilmente tra amici, conoscenti o addirittura parenti. I 7 vizi, sotto forma gastronomica, usciranno tutti. Dalla gola all’invidia, dall’accidia all’avidità. Basta un banchetto per poter rappresentare i peccati capitali. Ma perderli è proprio un peccato…
Molto curioso il mondo dei grani antichi, viaggio estremamente complesso tra il marketing e la storia dell’alimentazione.
Iniziamo subito con il definire cosa sono i grani antichi: stiamo parlando di quei cereali che venivano coltivati prima della cosiddetta rivoluzione verde, dunque seconda metà del Novecento. Diciamo quei grani che non riguardano il mondo alimentare “moderno”, cioè grani creati per l’esigenza dell’industria alimentare quale richiede farine forti e tempi brevi.
Nazareno Strampelli, chi lo conosce?
Nazareno Strampelli era un giovane studioso di agraria che nei primi anni del Novecento ha contribuito in maniera molto importante all’innovazione tecnologica agroalimentare nel mondo del frumento con studi precisi e mirati sul mondo del grano.
Infatti, il senatore Cappelli non ha inventato il grano senatore Cappelli. Dietro a questa varietà di grano troviamo lo scienziato, poi successivamente scendendo nella scala troviamo il senatore, il quale si è affidato a Strampelli.
Approfondiamo la figura dell’agronomo. Nazzareno (conosciuto Nazareno) Strampelli nasce il 29 maggio del 1866 a Crispino, frazione nel comune di Castelraimondo in provincia di Macerata.
Dopo l’infanzia, decide di trasferirsi e di laurearsi a Pisa nella facoltà di agraria. Un tassello molto importante. Terminati gli studi, inizia subito a lavorare in diversi progetti e collabora con l’Università di Camerino. Proprio in questa ultima città, dopo vari insegnamenti come al ginnasio e altri incarichi, inizia l’esperienza e l’avvicinarsi al mondo della ibridazione, soprattutto per ciò che riguarda il frumento.
Quasi subito noterà le proprietà di un grano diffuso nel centro Italia, cioè il Rieti. Un grano per Strampelli molto importante, sul quale ha basato molti studi genetici. Grazie proprio a questi studi e approfondimenti effettuati su quest’ultimo, Strampelli fu fortemente richiesto dall’ambiente accademico nella città di Rieti per intraprendere numerosi studi.
Il primo grande successo fu il grano Ardito, una varietà ottenuta dal Rieti, dunque ottima resistenza alla ruggine nera, con il Wilhelmina Tarwe, di origine olandese quale garantiva un’ottima produttività.
Il lavoro di Strampelli fu intenso e non si fermò ad un solo prodotto. Stiamo parlando di un vasto campo di ricerca apprezzato non solo in Italia. Questo lavoro naturalmente non passò inosservato al regime fascista il quale chiese all’agronomo una collaborazione.
Citando un documento chiamato “Nuovi Frumenti”, redatto nel 1935 dall’Istituto Nazionale di Genetica per la Cerealicoltura di Roma e la Stazione Sperimentale di Granicoltura “Nazareno Strampelli” di Rieti, dove Strampelli introduce i nuovi prodotti ed il proprio lavoro si riporta la seguente citazione:
“Gli otto nuovi frumenti [gli studi effettuati hanno portato alla creazione delle varietà Littorio, Roma, Tevere, Ausonia, Sabaudia, Garigliano Vettore, Apulia Precoce. Queste varietà sono il risultato di incroci tra grani italiani, europei e provenienti da tutto il mondo come il grano giapponese Akagomughi] che qui vengono pubblicati e presentati, vogliono essere un ulteriore contributo alla realizzazione della Battaglia del Grano che, sotto la guida del Duce, ed agli ordini Suoi e dei Suoi alti collaboratori, ha continuato e continua a svilupparsi per la completa e immancabile, definitiva vittoria.”
E il grano Senatore Cappelli?
Una storia molto semplice, fatta di scienza (Strampelli) ed imprenditoria(Cappelli)
Siamo nel 1915 e alcuni studi portano diversi risultati ottenuti da una varietà tunisina, chiamata Jenah Rhetifah. Una varietà particolarmente adatta alla pastificazione che attira l’attenzione dello studioso Strampelli. Al centro di molte sperimentazioni, inizia ad essere impiantato e lavorato. Dove? Nei terreni che il politico, attento ed intelligente aveva riservato lui. Pochi anni dopo, successivamente ad altre verifiche e oramai affermato, il grano verrà intitolato al senatore Cappelli.
Diego Diomedi vive a San Gemini, in Umbria. Storico dell’alimentazione e della gastronomia, collabora con “Umbria 7”, “Guide di Repubblica” e “Gambero rosso”. Ha preso parte come moderatore e come relatore a numerosi convegni e tenuto lezioni su tematiche enogastronomiche nelle scuole, all’Università e centri di formazione. Alunno di Massimo Montanari all’Università di Bologna, i suoi principali campi di ricerca sono la storia e l’antropologia alimentare. Collabora inoltre con diverse testate d’informazione. Per Edizioni Thyrus ha curato il libro “Conversazioni dantesche”.


