di Marco Brunacci
TERNI – Micro Spotlight sugli strascichi del caso Sii,
1.SignorSii, dopo il cabaret andato in scena giovedì, si torna ad affrontare un problema serio come quello della gestione del Servizio idrico di tutto il Ternano. Per risolvere serve un manager, un buon manager. Questa è la soluzione che si sta facendo strada, dopo il naufragio degli apprendisti stregoni di Ap e Pd.
Naturalmente, finita l’ubriacatura dell’accordo hard, vedo-non vedo, Ap-Pd, si dovrà anche tornare a ragionare di procedure che vanno rispettate, come ammoniscono saggi legulei ternani. Ci sono passaggi, con i quali non intendiamo annoiare i lettori affezionati di Umbria7, che vanno rispettati perchè le nomine nel cda del Sii vengano considerate valide. Se non si rispettano, chiunque può invalidarle.
La caccia al manager, il tecnico che potrebbe sbloccare la situazione e restituire la libertà al presidente attuale, Orsini, costretto a restare in carica, è aperta. Gira anche qualche nome. E Terni è città dove di manager ce ne sono.
Il problema però non può essere sottaciuto: il “tecnico” come andrà d’accordo con i 4 consiglieri che 30 Comuni e i partiti devono nominare? Sarà un esercizio di equilibrismo politico estenuante. Prima per la nomina e poi per tenerli insieme.
L’alternativa è quella che un tempo si sarebbe chiamata “la soluzione dell’arco costituzionale”. Si mettono insieme tutti i partiti che si riconoscono nell’impalcatura istituzionale e non vogliono fare la rivoluzione a giorni alterni. Ma chissà che non sia cosa datata, difficile da rispolverare. Conclusione: meglio il manager.
2.La vicenda del Sii, come spesso succede in politica, non sarà stata utile per risolvere il problema delle nomine Sii, ma di sicuro ha chiarito che il Pd ha una classe di giovani leoni che riesce a far rimpiangere i vecchi. Non i padri nobili, che sono ormai nelle teche della storia e vengono ogni volta ricordati con sospiri ineffabili, pieni di rimpianti e nostalgia, da chi vota a sinistra, ma anche dai vecchi ancora in pista. Dopo l’exploit di Di Gioia, Lucarelli e Filipponi (ci sarebbe una foto in-opportunity che lo ritrae festante con Corridore), un solo grido: “aridatece Paparelli” (e non dimenticate di portare Raffaelli).
3.Orvieto di solito, in tutto e per tutto, è un’enclave in terra umbra. Ma stavolta il centrodestra prova a perdere il Comune faticosamente conquistato, proprio come ha fatto a Terni. La uscente sindaco Tardani gli oppositori li ha tutti in casa. La coalizione ondeggia, affonderà? Fdi presenterà una candidatura alternativa? O interverranno – prima che sia tardi – le segreterie nazionali, come è provvidenzialmente capitato a sinistra nella vicenda del Sii.


