Emergenza abitativa, gli studenti ancora pronti a scendere in piazza

Un tetto ai canoni e strette contro gli affitti brevi: presentato un documento di richieste alle istituzioni

Cri. Map.

PERUGIA – Un tavolo permanente per interventi a breve periodo e per la rigenerazione urbana sul lungo periodo e il 17 novembre tutti in piazza per ottenere finalmente spazi di confronto costanti. L’appello è quello lanciato dalla conferenza convocata da Link coordinamento universitario Perugia, che nei mesi scorsi hanno protestato contro l’emergenza abitativa, per la presentazione di un documento di richieste alle istituzioni in merito alla crisi degli alloggi per gli studenti.  La denuncia è quella che riguarda il numero non sufficiente di posti letto per gli studenti iscritti all’ateneo di Perugia.

«L’attuale copertura sarebbe stata possibile solo in virtù della rinuncia di centinaia di studenti alla stanza offerta dall’ente regionale – spiega il coordinatore degli studenti, Nicola Cardinali,  – ; la situazione precaria e le convoche tardive a molti ragazzi, inizialmente informati di non essere beneficiari, avrebbe portato molti a rinunciare a vivere in città o a ripiegare sul mercato privato degli affitti». Numeri alla mano, nonostante l’aumento rispetto all’anno accademico 2022- 2023 del numero di posti letto da 696 a 1032, gli idonei non beneficiari di un alloggio sono stati 458, secondo l’uscita delle prima grauatorie. «E’ notizia recente che la Regione- spiegano . dopo più di un mese di proteste, avrebbe miracolosamente coperto la totalità delle richieste, persino con un probabile disavanzo di 20 posti non assegnati. La realtà è che tale informazione, rassicurante solo per fini di propaganda, è paradossalmente avvenuta in virtù di 437 studenti che hanno rinunciato al posto letto; a seguito di una convoca ADISU tardiva e di una situazione che ha spinto moltissimi a rendersi autonomi dalle dinamiche del servizio pubblico. Quindi non sarebbe stata sufficiente, nella realtà dei fatti, la semplice fine dei lavori presso alcuni stabili esistenti (Ottagono, Innamorati e Agraria), sbandierati dalle istituzioni come interventi chiave per la risoluzione della crisi abitativa sul territororio.

Nel documento sono inoltre elencate richieste, sul breve termine, di interventi per mettere un tetto al costo degli affitti, aumentare le strette contro le piattaforme online come AirBnB, stabilizzare il pass tpl con un accordo biennale e introdurre corse notturne. Al centro la richiesta di un tavolo permanente interistituzionale di concertazione composto da Comune, Regione, i sindacati studenteschi, dei lavoratori edili e del trasporto pubblico locale. Servirebbe, come spiegato, per monitorare il mercato privato, lo stato di avanzamento dei lavori per i collegi pubblici e, sul lungo termine, immaginare una serie di interventi strutturali sulla città in grado di costruire un modello di prossimità dei servizi e dei luoghi di vita e lavoro degli studenti.

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