CITTÀ DI CASTELLO (Perugia) – L’abete (che poi è un cedro) nato e cresciuto spontaneamente sui binari “morti” della vecchia ferrovia, addobbato di tutto punto a più riprese con palline e cartelli colorati, adesso è pronto per essere adottato e trapiantato in un’area verde o parco cittadino: il Comune è disponibile a fare la sua parte.
È questa la bella storia di Natale che arriva da Città di Castello, dove l’albero da oltre un anno è li fra le rotaie arrugginite, le traversine e i sassi della ferrovia: ormai è un vero e proprio simbolo di Natale e non solo, denso di tanti significativi. «Con l’auspicio rivolto alla Regione Umbria che quanto prima prendano avvio i lavori annunciati sulla rete ferroviaria locale per il ripristino della linea ex FCU, in occasione del Natale, accogliamo l’appello lanciato ormai qualche mese fa da alcuni cittadini e bambini delle scuole elementari per la sorte del piccolo abete nato spontaneamente da più di un anno lungo il tratto di ferrovia che collega Città di Castello con Sansepolcro, chiuso ormai dal 2017, nella rotonda che mette in contatto via Borsellino, con viale Romagna e via Emilia. Per questo abete che da tempo è stato adottato dalla cittadinanza, addobbato di tutto punto lo scorso Natale e nel periodo pasquale, nato nella massicciata della ferrovia ci impegniamo ad effettuare tutti i passaggi autorizzativi necessari per chiedere di poterlo collocare in un luogo pubblico in cui tutti i bambini della città a partire dalle scuole che contatteremo, potranno prendersene cura». Così il sindaco Luca Secondi e l’assessore alle Politiche scolastiche, Letizia Guerri, sollecitati ancora da alcuni cittadini in maniera diretta e via social, sulla curiosa vicenda dell’alberello simbolo della resilienza cresciuto in maniera spontanea in mezzo al binario “morto” della Ferrovia (chiusa dal 2017 per lavori di messa in sicurezza e rilancio) in direzione Sansepolcro, nel quartiere Riosecco, hanno preso carta e penna e manifestato la disponibilità del comune a farsi carico di dare una adeguata sede a quell’abete ormai diventato la mascotte del Natale e delle festività simbolo anche di speranza per la auspicabile e rapida ripresa della fruibilità del treno della ex-Fcu su tutta la direttrice ferroviaria anche verso Sansepolcro.
La storia di quel piccolo abete è davvero singolare: in realtà come ha specificato un tifernate, fra i promotori dell’appello per salvarlo, si tratta di un cedro dell’Himalaya. ‘«Cresciuto solitario – hanno dichiarato in diverse occasioni cittadini e bambini delle scuole cittadine – tra i binari spuntando dalla massicciata con tutta la forza del suo grande amore per la vita… e in qualche modo ci rappresenta nel nostro, a volte difficile, cammino della vita». «Adesso – hanno ribadito – è la “mascotte” della nostra bella Alta Valle del Tevere». Da qui l’appello al sindaco affinché salvi l’albero. Proprio ad inizio dello scorso mese di Novembre l’assessorato ai Trasporti della Regione Umbria ha annunciato il taglio di fusti e arbusti lungo il tratto di ferrovia che sarà interessato dai lavori. «Operazioni – è stato affermato – propedeutiche alla fase molto più complessa che seguirà immediatamente dopo, nella quale treni speciali supportati da personale specializzato inizieranno a togliere i vecchi binari, le traversine non più a norma e il ballast esausto, riposizionando la massicciata con nuovo basalto, traversine e binari Uni 60 dalle caratteristiche tecniche superiori atte a garantire il passaggio anche di treni elettrici moderni».
«Apprendiamo che fra le migliaia di pioppi e ailanti che sono cresciuti a dismisura lungo tutta la Ferrovia Centrale Umbra da Terni a Ponte San Giovanni, unica tratta della intera dorsale dichiarata di interesse nazionale ma inspiegabilmente lasciata in totale abbandono, ma anche da Città di Castello a Sansepolcro, c’è anche un piccolo cedro dell’Himalaya che alcune famiglie addobbano per Natale da alcuni anni cresciuto fra i binari nella tratta Nord da riattivare».
Così l’assessore regionale Enrico Melasecche: «Poichè si tratta di una specie di pregio che, crescendo opportunamente in ambiente favorevole, può assumere in pochi anni dimensioni anche colossali, a condizione che venga ripiantata in un parco a debita distanza da edifici, strade ed altri alberi, credo costituisca una bellissima idea quella di salvare quell’alberello. I lavori di deforestazione sta proseguendo nella tratta Sud e successivamente interesseranno quella Nord per cui, è opportuno trapiantarlo proprio dopo in gennaio o febbraio, nel periodo di fermo della vegetazione, se vogliamo che abbia elevate possibilità di attecchire prima che le arrivino le squadre per il taglio della vegetazione. Parteciperei volentieri a questa piccola cerimonia, magari informando esattamente del punto a cui sono giunte le procedure per la completa riattivazione della intera dorsale regionale. Sarà quindi un Natale e Capodanno che tutti potremo piacevolmente ricordare negli anni a venire quando il cedro potrà comunque essere addobbato nella nuova dimora. Parleremo con RFI per avere tutte le eventuali autorizzazioni per l’intervento in area ferroviaria loro assegnata».



