Block notes / Il like della Bistocchi fa volare Tizi candidata sindaco. Il 14 altra puntata di “Torna a casa, Cicchi”. Cdx facsimile della Dc

SPOTLIGHT di MARCO BRUNACCI | Corsa a sindaco di Perugia, ancora tanto da decidere. Regionali, tornano i sussulti di un tempo che fu

di Marco Brunacci

PERUGIA – Block notes, aggiornamenti

1.Avviso ai navigati. Sarah Bistocchi, che non ha bisogno di presentazione, ha messo un like alla Tizi che su Fb annunciava il suo rientro a Perugia dalle nevi. Non c’è bisogno di altro per concludere che la docente ex grillina è da oggi da considerare in testa nell’attuale ballottaggio in corso nel centrosinistra?
E hai voglia a dire Vinti (e Hromis) che addaveni’ Ferrucci.

2.Chiariamo subito: al confronto Centovetrine è un istant movie o un docufilm di Netflix.
“Torna a casa, Cicchi” è ormai alla milionesima puntata. Ma perché nessuno si distragga, la decisiva riunione di Progetto Perugia sarà rinviata al 14 gennaio. Ci fosse almeno Can Yaman, invece solo Filippo Calabrese.
Ma così si rischia di precipitare nella sceneggiata napoletana: lui, lei e O’ Malamente. Dove lui è Vignaroli, lei la Cicchi ma volete far fare O’Malamente al povero Varasano solo perché vuol rimanere nel centrodestra?

3.A proposito di centrodestra, Umbria7 aveva avvertito ieri, in largo anticipo come suo costume, che per le regionali tornavano a covare tizzoni ardenti sotto la quieta cenere. Lo schema per le elezioni regionali (Umbria inclusa) è questo: Meloni family colpisce con uppercut di inequivocabili sondaggi il povero Salvini, che come boxeur è più il generoso Mazzinghi, grande incassatore, che un Nino Benvenuti, per avere più presidente della Regione, ma forse solo per ottenere il Veneto e costringere il fiero doge Zaia all’esilio. Il quale preferiva finire come l’eroico (ma sfortunato) ammiraglio Bragadin che mollare la Serenissima Regione del Veneto.
Tajani in tutto questo gioca alla Nereo Rocco: catenaccio e contropiede. E come il grande patron del Milan ai cronisti che lo incalzavano: “Vinca il più forte”. Rispondeva in triestino: “Speremo de no”.
Ma i tizzoni arroventati del centrodestra in queste ore non sono altro che un deja vu, un revival del mitico passato democristiano. Un facsimile.
Strepiti senza farsi male.
Niente fa pensare che sia una cosa seria.
Anche chi non è pratico di aritmetica sa che Salvini ha deputati e senatori in abbondanza per far cadere governi. E non c’è ancora neanche il premierato.
Ma che noia le baruffe chiozzotte (Carlo Goldoni).

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