Un Eden a scuola con piante e semi per educare i più piccoli al verde

Il progetto vede la luce alla Monini di Umbertide ed è stato realizzato grazie all’impegno di enti pubblici e aziende

R.P.

UMBERTIDE (Perugia) – Un’immersione nel verde. Piante, frutti e semi aiutano i bambini nella loro crescita e nell’educazione verso il rispetto dell’ambiente. Tutto ciò viene reso possibile grazie alla sinergia tra scuola, università e aziende. Proprio per approfondire questa realtà, si è svolto  alla scuola dell’infanzia Marcella Monini, il convegno dal titolo “In ricerca per generare comunità educanti verdi: scuola, università e territorio in dialogo”. L’iniziativa è stata promossa dalla direzione didattica della Di Vittorio di Umbertide insieme alla Libera Università di Bolzano e nasce da un percorso di collaborazione iniziato nel 2022 con la stipula di una convenzione mediante la quale le due istituzioni scolastiche hanno attivato un iter di ricerca-azione che ha coinvolto la scuola Monini e il laboratorio EdenLab della Libera Università di Bolzano.

L’obiettivo specifico del progetto ha riguardato la sperimentazione didattica, in particolare l’allestimento di un’aula green e l’introduzione delle piante nell’area indoor, quindi nelle aule e nei corridoi, per realizzare il benessere sostenibile negli ambienti educativi, partendo dalla consapevolezza di quanto la natura abbia effetti positivi sul benessere emotivo. La proposta di una sempre più ampia promozione dell’outdoor education si lega così alla maggiore presenza di spazi verdi all’interno delle scuole perché in grado di offrire un rifugio di tranquillità, dove soprattutto i bambini possono sperimentare la calma e la serenità, ma sviluppare anche un senso di responsabilità nei confronti dell’ambiente. In particolar modo, la presenza del verde all’interno delle scuole permette di ripensare e trasformare spazi e didattiche tra cura e cultura, nello spirito degli obiettivi 2030, della legge sull’introduzione dell’educazione civica e della convenzione Onu sui diritti dei bambini.

Al convegno, supportato dagli enti pubblici e privati del territorio umbro, erano presenti la dirigente scolastica della “Di Vittorio” Raffaella Reali, il dirigente scolastico dell’istituto Daniele Spada di Sovere Salvatore Lentini, la dottoressa Giusi Boaretto e la docente Beate Weyland della “Libera Università di Bolzano” e la docente associata di Geografia Umana all’Università di Padova nonché responsabile della ricerca presso il Dipartimento formazione e apprendimento-Alta scuola pedagogica alla Scuola universitaria superiore della Svizzera italiana, Lorena Rocca.

Le scuole dell’infanzia, soprattutto la Monini, ha ricordato la dirigente del secondo circolo Raffaella Reali, hanno lavorato «attivando dei laboratori e introducendo gli elementi vegetali all’interno della didattica. Da qui sono nati percorsi molto formativi e generativi che ci danno la dimensione di quanto grazie all’utilizzo della natura e delle piante come mediatori didattici, sia possibile portare avanti una didattica nuova e improntata ai valori della sostenibilità e dell’amore per la natura e per il pianeta».

L’assessore all’edilizia scolastica del Comune di Umbertide, Alessandro Villarini, ha ringraziato «le dirigenti scolastiche Silvia e Raffella Reali, tutto il personale scolastico, le aziende, le attività, le imprese e tutti i presenti. La Monini è una struttura all’avanguardia e un fiore all’occhiello dell’edilizia scolastica non solo della nostra realtà comunale».

Il dirigente Lentini ha portato «l’esperienza delle nostre scuole che hanno adottato il modello Senza zaino basato sui principi di responsabilità, ospitalità e comunità e in cui grande importanza è data all’outdoor education, cioè all’educazione all’aperto che rappresenta una strategia educativa versatile basata sulla pedagogia attiva e sull’apprendimento esperienziale applicato, appunto, all’ambiente esterno e naturale». L’importanza del lavoro in team è stata sottolineata dalla dottoressa Boaretto: «E’ fondamentale il coinvolgimento degli enti esterni e delle famiglie. Questo progetto, in cui c’è stato un lavoro condiviso insieme, rappresenta solo il punto di partenza per una collaborazione che coinvolga davvero tutti e tutto il territorio».

La docente Rocca ha illustrato il progetto “Mariniamo la scuola”, che promuove un’esperienza formativa di educazione geografica attraverso la pratica della vela e che è nato come attività di prevenzione della dispersione scolastica: «La sfida è quella di uscire dall’aula in una prospettiva di outdoor education come nuova metodologia per proporre un diverso rapporto con le discipline scolastiche, in primis la geografia. Così teoria e tecnica sono finalizzate al viaggiare per mare in cui serve la meteorologia, la cartografia, le tecniche di orientamento in mare, la conoscenza dei venti e molto altro. Inoltre, l’armonia in barca è frutto della collaborazione tra i partecipanti, l’apporto di tutti è fondamentale affinché si possa navigare».

A entrare nel dettaglio del progetto Edenlab è stata la professoressa Weyland: «Nasce per rispondere alla richiesta di trasformare, innovare e migliorare gli spazi della scuola attraverso l’inserimento delle piante. L’obiettivo è quello di realizzare ambienti educativi in cui siano documentate, accolte e stimolate attività didattiche sul tema Eden, in cui si possa promuovere una didattica improntata alla ricerca e all’esplorazione creativa, che sostenga la dimensione ludica veicolata da materiali didattici autorealizzati dagli studenti e dagli insegnanti che potenzino l’interazione attiva con le piante. Accogliere le piante nelle scuole porta benefici non solo dal punto di vista estetico, ma anche sociale ed educativa».  

Nel corso della mattinata sono intervenuti anche Alessia Scarpocchi, direttrice strategie digitali di Aboca Group e  Marika Pecorai, coordinatrice dei progetti museali di Aboca Museum,  Rino Dini, sales manager per Gonzagarredi Montessori e Matteo Baldelli, presidente della Molini Popolari Riuniti, che hanno dato testimonianza di quanto sia necessario che le aziende rispondano alle necessità del territorio, soprattutto che siano attive nei progetti e nei percorsi scolastici, allo scopo di lavorare in sinergia e, come nel caso del progetto Eden,  in stretta connessione con l’ambiente.

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