di Diego Diomedi
Prosegue il viaggio di Umbria7 nei 7 VIZI GASTRONOMICI, un tour nel mondo del gusto attraverso i sette vizi capitali. Si pensi a un pranzo o ad una cena, possibilmente tra amici, conoscenti o addirittura parenti. I 7 vizi, sotto forma gastronomica, usciranno tutti. Dalla gola all’invidia, dall’accidia all’avidità. Basta un banchetto per poter rappresentare i peccati capitali. Ma perderli è proprio un peccato…
Nel centro del capoluogo umbro, il ristorante Ada Gourmet, in meno di un anno d’esercizio, si è aggiudicato il brillante riconoscimento grazie alla passione di Ada Stifani, prima chef donna stellata in Umbria. La sua è una cucina d’incontro tra stili locali, italiani e internazionali. Piatti inclusivi e unici che sono viaggi lontani che poi ci riaccompagnano a casa
Dove?
Il ristorante Ada Gourmet è all’interno delle antiche mura di Porta Cornea che, tre secoli prima della nascita di Cristo, cingevano Perusia, costruita dagli Etruschi, uno dei popoli più misteriosi della storia italiana. In questo luogo pieno di magia, nel rione di Porta San Pietro che poi è cresciuto nel corso dei millenni, brilla il colore simbolo del santo: giallo oro in ricordo del grano coltivato anticamente
nella pianura del Tevere che proprio in questa porta transitava.
Il ristorante
Nel ristorante, una volta stalla e granaio e poi diventata una delle discoteche più famose di Perugia prima di essere Ada Gourmet, il fascino della storia aleggia ancora nei locali. Ambienti storici, ma dal design contemporaneo, progettati in funzione dell’esperienza gastronomica che chef Ada Stifani e il suo staff vogliono offrire ai loro ospiti, incantando i commensali tra mura in cui si avverte il respiro dei secoli.
La Chef
Ada Stifani è di origine leccese e già da bambina era affascinata da fornelli, pentole e ingredienti della cucina della madre, casalinga capace di grandi piatti, e del lavoro del padre macellaio, amante del pesce.
Fin dagli anni Novanta, Ada vive e lavora a Perugia e si paga gli studi universitari, lavorando come lavapiatti: nelle cucine Ada osserva, memorizza piatti, ricette, tecniche e i segreti degli chef che alimentano il suo sogno di bambina. Si forma prevalentemente da autodidatta, spinta da curiosità e tenacia: trasforma, così, la personale passione in un mestiere fino ad arrivare a fine 2023 a conquistarsi la stella Michelin, la prima per una donna chef in Umbria e tra le poche in Italia.
«La mattina in cui è arrivata l’e-mail che mi annunciava di avere ottenuto la Stella Michelin», spiega Ada Stifani, classe 1972 che aggiunge, «Ero in ritardo, non avevo trovato parcheggio vicino al ristorante, e avevo pure dimenticato il telefonino a casa. Insomma, era iniziata come fosse una giornata “no”, ma mi ero comunque immersa nella mia cucina con il mio giovane staff per preparare la linea…più tardi in mattinata, dopo avere recuperato il cellulare, mi sono accorta che si mio marito sia il mio socio avevano lasciato una decina di chiamate e di messaggi in cui mi chiedevano se avessi ricevuto l’e-mail che tutti aspettavano da mesi…e quella e-mail c’era! Ma non l’ho detto a nessuno».
Amante dei sapori umbri, terra di grandi eccellenze enogastronomiche, Ada ogni giorno fonde i piatti della tradizione locale e italiana con il gusto giapponese e quello spagnolo.
La cucina di Ada è, quindi, inclusiva e multiculturale: uno sguardo lontano e uno vicino, perfetta crasi di stili internazionali e tecniche rivisitate usando una fortissima impronta territoriale. Da qui nasce il progetto del “fine dining”, la cena perfetta ed elegante, impreziosita dalla firma di chef Ada Stifani, una donna coraggiosa che ha percorso con tenacia e sacrificio la strada dell’affermazione personale. Così Ada è diventata un emblema per le donne che cercano l’emancipazione nella loro professione, in un settore dominato da chef uomini.
Attualmente Ada Gourmet offre due menu: Percepire, cinque piatti vegetariani, tra cui spicca lo Spaghetto monograno (Pastificio Felicetti) con jus di radici, tuorlo d’uovo e burro alla camomilla. E lo “Storytelling” cinque portate in cui uno dei patti principali è il Branzino di acquanaria che Ada cucina in modo “ecosostenibile”.
Alcune foto della visita










Diego Diomedi vive a San Gemini, in Umbria. Storico dell’alimentazione e della gastronomia, collabora con “Umbria 7”, “Guide di Repubblica” e “Gambero rosso”. Ha preso parte come moderatore e come relatore a numerosi convegni e tenuto lezioni su tematiche enogastronomiche nelle scuole, all’Università e centri di formazione. Alunno di Massimo Montanari all’Università di Bologna, i suoi principali campi di ricerca sono la storia e l’antropologia alimentare. Collabora inoltre con diverse testate d’informazione. Per Edizioni Thyrus ha curato il libro “Conversazioni dantesche”.


