Compagna incinta torturata anche con cavi elettrici: lui scappa per 6 anni ma alla fine va in carcere

L’uomo deve scontare una pena di oltre 8 anni: rintracciato grazie all’ufficio Sdi della procura generale di Perugia

PERUGIA – Vessazioni, umiliazioni, botte, pugni in viso e violenze anche con corde elettriche alle gambe: era ricercato per maltrattamenti in famiglia ma anche per lesioni personali aggravate e violazione della legge sugli stupefacenti – reati commessi a Porto Sant’Elpidio e Fermo nel 2009 – il quarantenne di origine marocchina che per sei anni ha fatto perdere le sue tracce.

L’uomo infatti maltrattava la propria convivente di nazionalità ceca, all’epoca in stato di gravidanza, e nello stesso periodo è stato trovato in possesso di centocinque grammi di eroina detenuta illecitamente ai fini dello spaccio. Il quarantenne era già da tempo monitorato dall’ufficio S.D.I. della procura generale di Perugia, che era a conoscenza dell’utilizzo da parte dell’uomo di undici nomi falsi. L’attività investigativa ai fini del suo rintraccio – come spiega una nota del pg Sergio Sottani – ha subito una svolta grazie alla denuncia presentata dall’ex convivente nei confronti del compagno, per aver sottratto e portato all’estero i due figli della coppia. La sezione tedesca dell’InterpoI ha informato l’ufficio S.D.I. della procura generale di Perugia, dell’individuazione del quarantenne intercettato nella cittadina di Heildeberg, dalla quale però si è nuovamente allontanato facendo perdere le sue tracce.
Il 29 gennaio ultimo scorso, a seguito di una lite scoppiata all’interno del Centro emergenza freddo di Bolzano, sono intervenuti gli agenti della squadra volante della questura del luogo che, all’atto dell’identificazione dei soggetti, hanno scoperto tramite le impronte digitali che si trattava proprio del ricercato. Il latitante deve ora scontare una pena di otto anni e 2 mesi di reclusione.

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