di Marco Brunacci
PERUGIA – Alt, riflettere. Altro che elezioni regionali, sono quelle per il prossimo rettore dell’Università (le truppe stanno iniziando a spostarsi sui confini, aprendo il Risiko, anche se si vota il prossimo anno) ad annunciarsi scoppiettanti, capaci di andare a ridisegnare la classe dirigente di Perugia e dell’Umbria.
Osservatori accreditati sostengono che i pretendenti al soglio pontificio accademico sono diversi, ma alla fine sarà un testa a testa, uno sprint mozzafiato tra due elementi che hanno talento, sufficiente equilibrio, quel quid minimo di carisma richiesto per iscriversi alla corsa, capacità di manovra, lucidità nella strategia e nelle alleanze ma anche forza per combattere. Un po’ principe di Metternich, un po’ von Clausewitz come si addice a un rettore che si accinge a sostituire Maurizio Oliviero, l’ultimo Luigi XV, ed entrare pure in Crui.
Chi sono? Pronti: Luca Gammaitoni, facoltà di Fisica, e Daniele Porena, facoltà di Giurisprudenza.
Gammaitoni è un sereno studioso, che sembra uscito da “L’attimo fuggente”, qualcosa del classico liberal made in Usa, non di quelli esagitati di oggi, candidato alle regionali dall’allora segretario Verini nel Pd che aveva bisogno di un animo nobile e laico come il suo, mentre era in piena tempesta di malelingue. Giovane? Proprio giovane no. Però giovanile.
Meriti storici? Quelli accademici sono sul curriculum, quello popolare, uno e grande: aver lavorato su un “modello” che dava speranze per l’uscita dal Covid quando nessuno sapeva a che santo votarsi.
Su quale esercito può contare? Il rettore Oliviero, a furia di parlare di autonomia dello Studium, un po’ gli hanno tutti creduto (e ci ha creduto un po’ più anche lui), quindi ha contribuito a superare le vecchie barriere destra-sinistra dentro l’Università.
Ma un residuo sentiment di sinistra potrebbe avvantaggiare il fisico, anche se tutti gli studiosi dei movimenti delle truppe universitarie di una cosa sono convinti all’unanimità: vince chi riuscirà a schierare dalla sua parte il battaglione d’elite (nei combattimenti universitari, in quanto a compattezza e forza d’urto) dei 250 voti del prorettore Elisei (il quale non si può candidare per motivi di età).
Va da sé, che offrire caffè a Elisei, ma non troppi da renderlo nervoso, sperando nella sua benevolenza, diventa un passaggio tattico decisivo.
Ora tocca a Daniela Porena, che dalla sua ha l’età, gode, più di altri, del raggio di sole che può ancora emanare il rettore Luigi XV, Oliviero, e può portarne a termine il disegno: salto generazionale, il rinnovo della classe dirigente, garanzia di innovazione.
Tende ad avere più simpatie dall’ala moderata e la sua gioventù, più a destra della media, magari non ne faranno l’eroe dei giovanotti tutta dottrina Schlein dell’Udu, ma basta Oliviero perché non diventi una palla al piede.
Per il resto competenza, capacità di lavoro, più sui dossier che sulle sceneggiature per il palcoscenico, ne fanno un osso duro per chiunque.
Dice a tutti che non si candida e questo è sempre un’ottima premessa per una corsa vincente.
L’essenziale è tutto, ammoniva però il saggio sociologo Max Weber, quindi chi riuscirà a fare la sintesi più convincente della sua proposta ha i favori del pronostico.
Ora gli outsider: Signorelli, il “vindice” dei moderati che ha posto fine alla egemonia di sinistra alla facoltà di Economia, può certamente correre, è ben messo nel Risiko accademico, ma – ammoniscono osservatorio accreditati – deve ancora crescere in consensi.
Fioretto, anche lui da Fisica con furore, non cela ambizioni in queste ultime settimane, ma Gammaitoni sta a lui come Giove a Plotino sul Planetario.
Ecco Ubertini, il predestinato, così tanti quarti di nobiltà accademica da poterli prestare e la certezza che prima o poi il rettore lo farà. Ma forse a questo giro è troppo presto.
Da Ingegneria – post Cotana – ecco Carbone, ottima persona come tutti i possibili contendenti di cui sopra, ma sorprende la strategia: prima di dare la disponibilità a candidarsi, avrà dato un’occhiata per vedere se ha qualcuno dietro a sé?
Infine Antonio Bartolini, amministrativista principe e doge della peruginità, professionista stimato, olivieriano al titanio, e nessuna voglia di cimentarsi nella corsa a rettore, dopo l’esperienza politica da assessore regionale padre della riforma elettorale umbra. Ma rientra tra le riserve della Repubblica di palazzo Murena.
Ps. Verso quale mare dirigerà la portaerei di Medicina l’esperto ammiraglio Talesa? Ah, non saperlo.


