DI MARCO BRUNACCI
PERUGIA – La politica ha delle accelerazioni improvvise. Di una di queste è diventata protagonista, suo malgrado, l’Umbria.
Antefatto: i candidati alla presidenza delle Regioni li scelgono le segreterie nazionali dei partiti.
Nel centrodestra l’accordo per questa tornata amministrativa era fatto a novembre, come riportato da Umbria7. Il modulo 3-1-1 era soddisfacente per i partiti della coalizione che hanno la missione non facile di confermare i governi in 5 regioni. 3 a Fdi. 1 Fi. 1 Lega (l’Umbria).
Ma ecco l’accelerazione di questi giorni: il Capitano Salvini non passa giorno che non trovi modo di creare un problemi alla premier Meloni. Distinguo su tutto.
Come ovvio si tratta di campagna elettorale per le Europee, ma anche campagna interna alla Lega.
Ecco allora il tema per l’Umbria: Salvini, nel mentre mette a rischio la ricandidatura di Tesei per la Regione sfidando Meloni, ha necessità assoluta di confermare Tesei nell’avamposto a Sud della Lega, che altrimenti finirebbe di nuovo rinchiusa nel recinto del.Nord.
Si tornerebbe all’era pre Salvini e il Capitano finirebbe prigioniero dei signori del partito del Nord, Zaia in primis.
Da questa strategia, Tesei, da una parte è destabilizzata e indebolita di fronte alle mire di Fdi che la vorrebbe tenere appesa al risultato dei partiti alle Europee, dall’altra rappresenta l’ultimo appiglio della strategia della Lega che ha tolto “Nord” dal simbolo per modificarlo in “Lega per Salvini”.
Conclusione: su Salvini stratega, in questa fase, si nutrono dubbi, ma Tesei continua a essere, come a novembre, la candidata di tutta la coalizione di centrodestra.
Però il rumore di ogni bordata che il Capitano spara sulle scelte della premier Meloni, si sente anche qui. E comunque il rumore tiene sempre un po’ in tensione.
Post scriptum: Tesei ha sempre la possibilità di dimettersi entro febbraio e andare a votare l’8 giugno, chiedendo agli umbri di accelerare il giudizio sul suo operato e spazzando via eventuali competitor.


