Esclusivo / La crisi del campo largo porta Anna Ascani a un passo dalla candidatura in Regione

SPOTLIGHT di MARCO BRUNACCI | Una voce clamorosa da Roma: non sarebbe più Stefania Proietti la sfidante di Tesei. Il Pd nazionale vuole una candidata di bandiera (non con un passato cinquestelle) e punta alla deputata di Città di Castello. La quale però – al momento – farebbe più volentieri qualunque altra cosa

di Marco Brunacci

PERUGIA – Una voce clamorosa da Roma. Arriva direttamente dal Pd nazionale. La crisi abruzzese (ma non è che in Sardegna aveva funzionato poi granché) del campo largo o larghissimo sta inducendo i dirigenti nazionali (Schlein, ma soprattutto non Schlein) a riflettere sulla candidatura di centrosinistra dell’Umbria.

Fino a qualche giorno fa non c’era dubbio: tutti su Proietti, d’amore e d’accordo, con la benedizione dei moderati del Pd, di ambienti, soprattutto assisani, del mondo cattolico, fino alle accreditate simpatie di industriali di riferimento (del calibro dell’umanista di Solomeo, Cucinelli).
Ora è cambiato radicalmente il clima. Lo strappo del Piemonte, con M5s che vuol tornare a dire male anche del Pd, più da forza antisistema che da componente di un’alleanza organica di sinistra-centro o centro-sinistra.
La Proietti, data per candidata certa anche dai promotori di centrodestra del sondaggio che dava la presidente della Provincia di Perugia, dietro di 8 punti rispetto a Tesei, ora torna nel frullatore.
L’idea che viene da Roma torna a far rullare tam tam che ripetono un nome diverso da Proietti: Anna Ascani.
Quindi, non più Camilla Laureti, considerata da molti come una candidatura non sufficiente per scalzare Tesei, ma la deputata di Città di Castello, giovane, ma già con una carriera parlamentare importante e perfino un’esperienza di governo (è stata sottosegretario all’Istruzione).
Ascani avrebbe un vantaggio forse decisivo su Proietti: è esponente del Pd, ala renziana ma ormai tanto tempo fa, e poi lettiana di ferro. Ma ora forte di un’appartenenza al gruppo dirigente che la rende simpatica ai moderati come ai più radical tra i dem.
Il problema – dicono le voci romane – è che lei farebbe qualunque altra cosa piuttosto che la candidata presidente alla Regione.
Se non vuole e non vuole ancora, insisteranno?
Qui ci sono due scuole di pensiero: alcuni dicono che la scelta ormai è stata fatta e non si torna indietro. Altri pensano che si continuerà a cercare.
Di sicuro Proietti non ha più le certezze di qualche settimana fa.
Maledetto campo largo (o larghissimo).

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