di Marco Brunacci
TERNI – Terni come Cremona? Terni nel “cuore” degli Arvedi, adesso che parte l’Accordo di programma da un miliardo (domani ultima tappa al Ministero, poi la firma, ma c’è già il via libera all’accesso alla finanza agevolata)? La città espressione della grande azienda, la quale diventa protagonista non solo dell’economia ma nel sociale, nella cultura, nel verde, nei progetti per i giovani, nelle necessità comuni?
La risposta sta in due note da mettere insieme.
Seguite bene: la prima nota annuncia che ArvediAst (non più solo Ast, ma Arvedi Ast) e la Fondazione Giovanni Arvedi-Luciana Buschini «desiderano organizzare una giornata di studio e di confronto» per «diffondere il valore della Corporate Social Responsibility (CSR) – tradotto: realizzazioni sociali sul territorio – e la concreta implementazione di progetti ad essa riconducibili da parte delle aziende a favore della comunità ternana». Per questo «è necessario avviare un confronto fra i principali stakeholder del territorio per individuarne le priorità e, attraverso azioni sinergiche tra le parti pubbliche e quelle private, aumentare l’effetto positivo delle iniziative».
È stata detta in maniera complicata, ma questa qui è la strada di accesso che porta Terni a diventare un po’ Cremona, una parte del “cuore” degli Arvedi, il grande “we care” non solo per la grande fabbrica da trasformare attraverso la più avanzata innovazione tecnologica fino al traguardo delle emissioni zero, ma anche per la sua cultura, per i progetti per i giovani, per il suo verde.
La seconda nota è della presidente della Regione, Donatella Tesei. Dice: «Prendo atto con soddisfazione dell’apertura di Arvedi, che ho incontrato anche ieri confrontandoci anche su questo tema, a realizzazioni di responsabilità sociale sul territorio ternano, iniziativa da tempo insieme condivisa». Conclusione: «Sono pronta a fare la mia parte».
Anche a beneficio dei tanti scettici, di chi sentiva il bisogno di darsi a esibizioni di “superiorità” rispetto all’Accordo, in queste righe è scritta una pagina importante della storia di Terni. Non lontano da qui c’è l’esperienza di Fabriano, la “città giardino” che hanno pensato i Merloni, e può essere almeno un indizio.
Domani l’Accordo di programma entrerà ufficialmente tra le cose fatte (resterà solo la firma). Il prossimo step è Terni come (o simile) Cremona.


