Non solo acciaio, Arvedi crea una newco e allarga la cassaforte, in attesa dell’Accordo di programma e di conoscere i destini dell’ex Ilva

Razionalizzazione e un po’ di ingegneria finanziaria per cogliere nuove occasioni e non restare con le mani in mano in un momento di passaggio importante per il Gruppo

M.BRUN.

TERNI – Un momento di passaggio, ma non certo per restare con le mani in mano. In attesa delle attese o potenziali svolte, quel po’ di manutenzione dinamica che serve.
Arvedi fa ingegneria societaria e amplia la cassaforte del Gruppo, creando una newco (Iniziative industriali). Nel mentre fonde la controllata Finfly in Finarvedi, razionalizzando, e pone le basi per cambiare lo statuto.

Effetti immediati: Arvedi potrà più facilmente investire in settori extra-acciaio e si attrezza per fare formazione del personale non solo per i suoi dipendenti.
Le novità – segnalate dal quotidiano specializzato Milano Finanza- non comportano cambi di strategia ma affinano le potenzialità operative del Gruppo, con possibilità di allargamenti nel business soprattutto al Nord.
Il Gruppo Arvedi resta invece in attesa, come si diceva, di due passaggi decisivi per la configurazione del suo futuro: la bozza definitiva (ne girano già alcune da affinare) dell’Accordo di programma con il Ministero che sbloccherà il miliardo di investimenti a Terni e soprattutto deve meglio capire quale ruolo potrà svolgere (e se lo svolgerà) nel salvataggio dell’ex Ilva di Taranto (anche Milano Finanza ricorda che un’ipotesi di Arvedi come cavaliere bianco in aiuto del grande e travagliato stabilimento pugliese è stata già avanzata in passato).

Ad Acquasparta si brinda con “Vini a Palazzo”

Fondazione Perugia, approvato il Bilancio 2023: erogati 12,8 milioni, 342 progetti sostenuti. Patrimonio in crescita