di Marco Brunacci
TERNI – Nuovo ospedale di Terni, non c’è argomento più urgente in città e va affrontato con serietà.
Ma a Terni succedono cose che solo qui: il vicesindaco Corridore ha fatto capire che quelli del project financing privato, che stanno studiando una soluzione per realizzare la nuova struttura, non lo hanno riverito come dovevano, quindi, dopo aver «sponsorizzato» (cioè?) il project, intende mollarlo.
24 ore dopo il sindaco Bandecchi zittisce Corridore e annuncia di aver mandato nel vecchio ospedale, in missione, i tecnici di ditta privata del project financing. Uno potrebbe immaginare anche violazioni di legge, ma qui si capisce solo che è difficile trovare gente in retti sensi da queste parte.
Ma l’ospedale va fatto, è una assoluta esigenza della città.
A Palazzo Spada fanno cabaret perché trovare ai soluzioni ai problemi reali non è cosa per loro.
E, allora, ecco qua: la strada del project è imboccata. A fine giugno si saprà se tra privati e Regione si trova l’accordo. Non si possono fare previsioni.
L’alternativa al project invece è realizzare una struttura interamente pubblica, con capitale forniti dall’Inail.
Tutto rose e fiori? Proprio no.
Vediamo: i tempi di realizzazione del nuovo ospedale sarebbero sensibilmente più lunghi.
Ma sopratutto girano da oggi report sull’Inail unanimi: farsi finanziare un ospedale dall’Inail è un’impresa titanica.
Sapete che c’è riuscita, anche se dopo tempo immemore, la Regione Umbria con Narni-Amelia, struttura in fase di realizzazione?
I report della stampa nazionale riferiscono anche tutte le criticità del rapporto Inail-Enti pubblici.
Lo stesso ministro della sanità Orazio Schillaci ne aveva fatto menzione nella sua visita a Perugia della scorsa settimana.
In particolare il pubblico (Inail) che presta denaro al pubblico (Regioni) per opere pubbliche necessarie potrebbe avere tassi di interessi almeno inferiori al mercato. E non li ha.
Per questo puntare su un ospedale nuovo che ha tempi lunghi e finisce per essere anche più costoso rispetto al project privato potrebbe non essere la scelta migliore.
Project o struttura pubblica Inail?
Tutto in aria.
L’unica certezza è che la Regione ha fatto quello che serviva per far partire il progetto ed è determinata a raggiungere il risultato in tempi ragionevoli.
Evitando il cabaret di Palazzo Spada, magari si arriva presto alla decisione.


