M.BRUN.
PERUGIA – Una buona notizia in un contesto nazionale che per l’occupazione e il lavoro è positivo: i neet umbri sono scesi sotto 20mila unità. Nel 2019 erano 32mila. Al netto del calo demografico pur sensibile, si tratta di un risultato molto buono.
I neet sono i giovani tra i 15 e i 35 anni che non studiano e non lavorano e non sono inseriti in percorsi formativi. La netta diminuzione segna un virtuoso percorso di crescita che assegna all’Umbria un suo ruolo nel contesto nazionale. Il dato è sottolineato con soddisfazione in un video dell’assessore regionale allo sviluppo economico, Michele Fioroni. Il quale commenta: «E’ evidente che certe scelte di politica economica pure certi percorsi formativi della Regione sono da considerare azzeccati. Giovani e lavoro si stanno riavvicinando in maniera sensibile».
E di sicuro l’aver voltato pagina sugli anni più cupi dell’economia a cinque stelle, del reddito di cittadinanza di fatto alternativo al lavoro e dei bonus sproporzionati, ha aiutato. Ora si torna – tra scelte politiche positive e ricette, tossiche nella coda, del passato – a provare a stimolare la preparazione al lavoro e la ricerca del lavoro. Aspettando che le imprese si orientino, per il bene di tutti, a mettere all’ordine del giorno l’aumento degli stipendi. Intanto il dato sulla diminuzione dei neet è un buon dato che può innescare un nuovo circolo virtuoso.


