Marco Brunacci
PERUGIA – 10 aprile 2025, la grande stangata al ceto medio. Di più: una manovra punitiva senza precedenti contro il ceto medio in Umbria.
Per non dimenticare: una sterzata ingiustificata a spese dei soliti noti, chiamati a pagare per il solo motivo di non essere in grado di difendersi.
La memoria ce la rinfresca nel suo dettagliato pezzo di analisi, Marco Regni, aggiungendo un numero che aggiorna quanto deciso lo scorso anno: le super tasse varranno anche per il 2028, quindi il conto sale a 250 milioni.
Curioso anche un passaggio dell’analisi di Marco Regni che va sottolineato: ai 146 umbri prescelti per le superasse quali viene chiesto di elargire denaro in favore dei redditi da 15 a 28mila euro: una media di 23 euro l’anno, che non ha nessun motivo di giustizia fiscale. Se non in una assurda riforma della massima evangelica: i terz’ultimi saranno i primi.
Sugli effetti recessivi evidenti della manovra, che Umbria7 segnalo’ immediatamente, e che le difficoltà riflesso di questa fase internazionale acuiscono, torneremo molte altre volte, perché il conto per l’Umbria, i suoi cittadini, le sue imprese, sarà salato.
Ma intanto ecco qua l’analisi di MARCO REGNI.
📅 10 aprile 2026 – Un anno dopo
Oggi è la prima ricorrenza del voto dell’Assemblea Legislativa dell’Umbria che, proprio il 10 aprile 2025, approvò la più clamorosa mazzata fiscale contro il ceto medio e le imprese che sia mai accaduta nella nostra regione.
💥 Una mazzata di tasse senza eguali nella nostra storia.
Né il Presidente Bracalente, né la Presidente Lorenzetti, né la Presidente Marini, né la Presidente Tesei hanno mai pensato di mettere le mani nelle tasche del ceto medio e delle imprese in questo modo.
👉 E tutto questo a fronte di difficoltà inesistenti (vedi Corte dei Conti)
👉 o comunque limitate ad un disallineamento massimo dell’1,7% del bilancio sanitario (34 milioni su 2 miliardi).
📉 Dopo un anno, i primi effetti sono evidenti
Con la congiuntura internazionale attuale, sempre più imprese stanno valutando questa manovra come fortemente recessiva:
- +14 milioni l’anno di IRAP
- meno risorse al ceto medio → meno consumi
📊 In questo senso segnalo l’ottima analisi di Paolo Coletti (link nel primo commento).
👉 Che questa manovra acuirà la depressione economica della nostra regione è ormai un dato di fatto.
E forse nemmeno il “regalo” della ZES del Governo nazionale potrà compensarla, perché:
➡️ da una parte il Governo Meloni ha ridotto le tasse al ceto medio
➡️ dall’altra la Regione Umbria le ha aumentate ancora di più
📉 Risultato: si scava una voragine tra l’Umbria e le altre regioni.
❗ In un mercato globale non possiamo perdere di vista un punto fondamentale:
👉 la riduzione fiscale del Governo aiuta tutte le regioni
👉 in Umbria, invece, il ceto medio è stato tartassato dalla Regione molto più del beneficio ricevuto dal governo nazionale
🚨 Risultato: oggi l’Umbria è molto meno attrattiva rispetto alle altre regioni.
👉 Una operazione economicamente suicida.
📊 Ma dopo un anno c’è un dato ancora più importante
Ormai è chiaro che la manovra:
➡️ sarà applicata anche nel 2028
➡️ e con ogni probabilità anche nel 2029
Perché?
❗ Difficilmente il governo regionale taglierà 66 milioni di spesa corrente in anno elettorale.
E infatti:
📄 il bilancio previsionale regionale approvato a dicembre prevede il mantenimento di queste entrate (e pari spese) anche nel 2028.
👉 Questo è un dato oggettivo, non smentibile.
💰 I numeri aggiornati della manovra in base a quanto effettivamente approvato in Consiglio Regionale in termini di leggi regionali, schemi di bilancio pluriennale e relazione dei revisori dei conti:
Non siamo più quindi a 184 milioni, ma ad almeno:
➡️ 250 milioni di euro complessivi
Così articolati:
- 208 milioni da addizionale IRPEF (52 milioni × 4 anni) che gravano tutti sul ceto medio
- 42 milioni da aumento IRAP (14 milioni × 3 anni: 2026–2028) che sono un pesante fardello per il sistema imprenditoriale umbro
👥 Chi paga davvero?
📌 Totale contribuenti umbri: 493.257
🟢 24% (118.684 cittadini – redditi 0–15.000 €)
➡️ Pagano come prima
❌ Nessuna vera “No Tax Area”
🟡 46% (228.624 cittadini)
➡️ Risparmio medio: 23 € l’anno
🍕🍺☕ Una pizza, una birra e un caffè
🔴 30% – IL CETO MEDIO (circa 146.000 cittadini oltre 28.000 €) pensionati, lavoratori autonomi, impiegati statali, tutto il mondo degli operatori della sanità, il ceto medio. Tutto un mondo che in genere non riesce ad usufruire di nessun bonus quando manda i figli ai servizi a domanda individuale nei comuni. I tartassati veri sotto ogni punto di vista.
➡️ Copre i 250 milioni della manovra
➡️ In più paga anche oltre 20 milioni per finanziare i “23 euro” agli altri contribuenti
👉 In realtà questi contribuenti non pagano 208 milioni, ma circa 228 milioni
⚠️ Attenzione anche alle detrazioni
Anche con i 150 € fissi per la fascia 28.000–50.000 €:
📍 Esempio concreto
Reddito 28.001 €
- 2024: 396 €
- Oggi: 503 €
➡️ +107 € in più
👉 Tutti pagano più di prima.
📉 Conclusione
Dopo un anno possiamo dirlo con chiarezza:
👉 questa manovra è sbagliata
👉 è recessiva
👉 penalizza il ceto medio e le imprese
👉 rende l’Umbria meno competitiva
💣 E soprattutto:
👉 il conto, ancora una volta, lo paga il ceto medio.





