I segreti di un successo/1. Quel vento forte di sinistra arrivato dall’Università e la “benedizione” del rettore Oliviero

SPOTLIGHT di MARCO BRUNACCI | La componente studentesca è stata il motore dell’impressionante macchina da guerra Schlein-Ferdinandi. E da qui si parte per la prossima elezione del rettore: archiviata la bella chimera dell’autonomia dello Studium, si torna ai vecchi blocchi centristi vs sinistra (che parte in vantaggio)


di Marco Brunacci

PERUGIA – I “segreti di un successo”, dopo “i segreti della sfida” per sindaco a Perugia. Va fatta macchina indietro e si torna a quel giorno dell’inaugurazione dell’Anno accademico con la ministra Bernini, con le Schwa sulle sedie degli invitati. Era l’annuncio di una nuova alleanza di sinistra radicale e “dirittista”, che per la prima volta avrebbe cambiato l’intera città.

Il successo del gruppo, molto coeso e determinato, alle elezioni per la componente studentesca è stato il primo passo verso la riconquista di Perugia. Dell’importanza di quello che era accaduto se ne era accorta solo Fiammetta Modena, responsabile provinciale di Forza Italia. Ma ormai la forza del movimento era dentro l’impressionante macchina da guerra Schlein-Ferdinandi, con alla guida l’ottimo spin doctor Nicodemo, che aveva fondi e idee per poter vincere.
Come è nata la forza d’urto dell’ala studentesca della città, come mai era successo?
Dal lavoro del segretario del Pd regionale Pd, Bori, e dalla oggi responsabile di Perugia, Bistocchi. Ma per tutti coloro che hanno seguito l’inarrestabile ascesa della componente studentesca dalle aule dell’ateneo alla città è chiaro che la “benedizione” del rettore Maurizio Oliviero sia stata fondamentale.
Qualcuno fa anche notare che mentre si diffondeva la voce – riportata da media – della candidatura del rettore a sindaco, arrivava in realtà il primo “fischio” per la partenza della locomotiva Ferdinandi-studenti, che poi avrebbe aggiunto tali e tanti vagoni così diversi tra di loro.
L’Università entra nella città e ci entra da sinistra. Incide sul territorio caratterizzandosi anche con posizioni su battaglie culturali molto discusse nel mondo, come quella del gender.
Chissà che ruolo, da sinistra, l’Università, così strategica nella riconquista di Perugia, potrà adesso avere anche nella battaglia per togliere al centrodestra la Regione.
Una curiosità: nel momento in cui l’Università entra da sinistra nell’agone politico cittadino, l’ex rettore Franco Moriconi, erede della tradizione centrista dei rettori di Perugia, viene nominato vicepresidente della Fondazione Cassa di risparmio di Perugia.
Non è affatto improbabile che si apra, da questo momento, una nuova fase anche dentro l’Ateneo, con un ritorno allo scontro tra due anime politiche, finito ormai il tempo della fragile chimera dell’autonomia dello Studium.
Il prossimo rettore, al posto di Oliviero, ormai verso fine mandato, partirà però avvantaggiato se è espressione dell’anima di sinistra: la componente degli studenti, tutta di sinistra ferdinandiana, è titolare di un voto “pesante” nell’elezione. Più complicato sarà costruire un’alleanza centrista. Nella ragionevole certezza che la bella storia dell’autonomia dell’Università qui finisce.


In Umbria ha vinto solo l’impressionante macchina da guerra Schlein-Ferdinandi, non la sinistra-campo largo che non prende Foligno e Orvieto. Perso Gubbio

Fondazione Perugia, l’ex rettore Moriconi è il nuovo vicepresidente