DI MARCO BRUNACCI
TERNI – I numeri prima di tutto. Il dato nazionale: 0,39%. Il dato umbro: 1,85. Il dato della provincia di Terni: 5,39. Il dato di Terni città: 9,46. La lista di Alternativa popolare aveva racimolato nel 2019, senza tutti gli sprizzi e sprazzi di questi mesi, scrivendo solo Ppe nel simbolo, lo 0,4%.
Non è una disfatta, di più. Stefano Bandecchi, sindaco di Terni, si è avvitato intorno a una scelta sciagurata che era quella di dimostrare la sua forza alle elezioni Europee. Ora chissà se da solo, allo specchio, si farà la linguaccia che ha riservato a chi sperava che evitasse una figura tanto meschina. In uno degli intemerati spot che ha disseminato su Internet però getta il cuore oltre l’ostacolo: farà il presidente del Consiglio, ha detto. Palazzo Chigi attendici, arriviamo. E in effetti se avesse un attimo di tempo, il leader della incontenibile Alternativa popolare potrebbe ancora iscriversi alle elezioni americane: oh, yeah. A questo punto, una persona di buon senso tirerebbe le conclusioni. Bandecchi ha troppo di tutto. Buon senso neanche un acino. Ciononostante alcuni sono convinti che Bandecchi sia prossimo a prendere decisioni. A fare dichiarazioni che prendano atto della realtà. Vediamo.
Invece decisioni concrete andranno prese in vista delle regionali di fine anno (novembre-inizio dicembre). Il candidato di Alternativa popolare, che conta col titolare Bandecchi in campo e tanto di travolgente conclusione della campagna elettorale a tutta porchetta in piazza, su uno zoccolo duro a Terni ridotto a un minimo del 9 per cento, secondo voi si può presentare ancora? Non contate su una risposta ragionevole. Ma in Umbria il candidato Corridore parte da una base dell’1,85%. Meno di quanto aveva Baiocco a Perugia prima di imbattersi nella devastante macchina da guerra messa insieme da Schlein e messa a disposizione di Ferdinandi. Il sindaco di Terni forse parlerà, forse no. Forse farà finta di niente. Forse lancerà un progetto come primo presidente della Repubblica di Marte. Ma una cosa è certa. Il fenomeno Bandecchi ha tristemente concluso la sua parabola. Come succede a tutti i fuochi accesi con la propaganda e tenuti vivi puntando sull’immagine. E sotto l’immagine, niente.


